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Arriva il Racing Roma L’Olbia vuole evitare un nuovo scivolone

di Giandomenico Mele
Arriva il Racing Roma L’Olbia vuole evitare un nuovo scivolone

Un altro fanalino di coda per i bianchi dopo il ko col Prato Mignani pensa solo alla vittoria: «Ma dovremo sudarcela»

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OLBIA. Non ci vuole Freud per capire che se, dopo aver perso in casa contro l'ultima in classifica, a distanza di sette giorni ne incontri un'altra, più della tattica conta la psicologia. Così l'Olbia, dopo il Prato, si trova davanti il fanalino di coda Racing Club Roma, con una sola missione: evitare gli errori di una settimana fa e provare a portare a casa i tre punti.

Lo psicologo in questione non può che essere Michele Mignani, allenatore dei bianchi, che alla vigilia della sfida col Prato aveva lanciato segnali di pericolo, che conferma contro il Racing. "Dobbiamo avere paura dell'avversario e di prendere gol, forse col Prato ci è mancato proprio questo - spiega Mignani -. Non solo quella partita, ma direi l'intera storia del calcio, insegna che non esistono sfide scontate, percepivo nell'ambiente una sensazione strana e ho voluto caricare quella partita. E' andata male, ma resto convinto che avessimo fatto un'ottima prestazione. Ora quella col Racing Roma può sembrare una partita simile, non verranno qui a scoprirsi e cercheranno di colpirci dove noi concederemo spazi. Ma nessuno è mai arrivato qui al Nespoli a dominare la partita, nessuno ci ha mai messo sotto davanti al nostro pubblico".

Sono almeno tre i ballottaggi in casa Olbia. Detto che alla lista degli indisponibili, dopo Tetteh e Scanu, si è aggiunta la punta Delgado, i dubbi restano uno per ruolo. In difesa Dametto, al rientro, favorito su Quaranta. A centrocampo Muroni dovrebbe riprendersi la maglia da titolare ai danni di Murgia, mentre in avanti Kouko potrebbe prendere il posto di Capello al centro dell'attacco. Le certezze restano Cossu e Ragatzu, in grande spolvero.

Il Racing Roma non è la stessa squadra che l'Olbia aveva battuto in agosto per 1-0 nell'esordio in Coppa Italia. "Sono cambiati e cresciuti molto, hanno variato lo schema di gioco, passando a un 3-5-2 - conferma Mignani -. Per quanto ci riguarda potrei cambiare qualcosa in attacco, ma sapete che non mi piace anticipare le scelte di formazione. Gli attaccanti sono quelli che ho scelto io, che piacciono a me e non condivido certe critiche sull'assenza di un centravanti classico. Questa, piaccia o meno, è la mia idea di calcio".

Partenza sparata, attenzione alle palle inattive e alle ripartenze degli avversari. L'Olbia è pronta e la testa libera. "Non siamo la Juventus, qui si può vincere e perdere contro chiunque". Mignani lo sa, ora tocca ai suoi ragazzi.

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