Pasquini sconsolato: «Abbiamo ancora i fantasmi in testa»
Il coach chiama ciascuno alle proprie responsabilità «La verità è che dovremmo chiudere le gare prima»
SASSARI. «Complimenti a Cremona per la vittoria e per come ha giocato». È un Federico Pasquini davvero colpito al cuore da una sconfitta che forse nel suo intimo temeva dopo averne visto di tutti i colori nelle ultime settimane, ma in sala stampa esordisce con il consueto stile prima di analizzare la gara persa con la Vanoli. «C’è poco da fare filosofia – dice il coach biancoblù –, siamo all’interno di una crisi importante, c’è una sfiducia notevole se siamo stati capaci di entrare nel panico con un vantaggio da gestire Io ci metto la faccia come allenatore di questo gruppo e so già cosa c’è da fare, ma ognuno deve prendersi le sue responsabilità», avvisa.
A chi gli chiede se a 7 secondi dalla fine sarebbe stato meglio fare fallo e non concedere l’ultimo tiro, risponde che a suo parere non ci sarebbe stato il tempo per avviare una nuova azione dopo i liberi avversari. «Questione di energia? No, è un problema mentale, se si va sul +7 e si dimostra di non crederci davvero. La verità è che in queste gare occorrerebbe arrivare a +20 nel finale e non ci sarebbero queste discussioni». E ora? «Ora – dice scuro in voilto Pasquini – occorre guardarci in faccia già dal prossimo allenamento, occorre sbollire e ragionare sul da farsi».
Manca sempre l’energia nei momenti che contano, in particolare dai 4 e dai 5: «Può darsi, ma credo che la responsabilità di quanto sta accadendo sia diffusa. Anche i piccoli dovrebbero dare un aiuto in più. Il fatto è che in questo momento abbiamo i fantasmi in testa e non abbiamo nemmeno l’alibi del pubblico che è stato perfetto e ci ha sempre sostenuto». Cosa manca? «Occorre ritrovare convinzione nei nostri mezzi. Tutto è cominciato da quell’ultimo minuto e 55” di merda contro il Besiktas, nel quale abbiamo regalato la gara. Da allora tutto è andato a rotoli».
In una situazione del genere è difficile capire anche quali siano i problemi tecnici: «Sì, ma di base ci manca la spina dorsale per gestire i finali delle gare, per giocare al meglio le palle decisive. Ora occorre sentirsi responsabili di ogni attimo che passiamo al palazzetto. I giocatori hanno la maturità per ripartire e dimostrare che la vittoria non è una meteora».
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