Sacchetti: mai abbassare la guardia
Per Savanovic il gruppo è ottimo ma la sfortuna è determinante
SASSARI. Nessun giocatore in sala stampa per commentare la sconfitta: è il segno che questa volta è davvero difficile da digerire. «Sembrava fatta? Non è mai fatta». Brian Sacchetti cerca di trovare una spiegazione logica che forse non c’è. Questa volta però c’erano tutti i presupposti per chiudere in un altro modo? «Come le altre volte» sorride amaramente. Cosa scatta ad un certo punto? «Non dobbiamo arrivare all’ultimo tiro – dice –, dobbiamo essere più cinici. Io mi posso prendere la responsabilità sull’ultima difesa, perché sono una persona sincera. Però abbiamo visto anche canestri di tabella, tiri con la mano in faccia. Ora tutte le cose sembrano gigantesche quando noi dovremmo essere più forti. Visto che quest’anno gira così dobbiamo ammazzare prima le partite. Eravamo avanti di 7 punti, fatto buone difese, in attacco abbiamo fatto troppi errori e li abbiamo condizionato la gara. Ora? Lavoriamo, a testa bassa, ci aspettano trasferte difficili, ma abbiamo dimostrato di essere più forti di quanto mostrato ultimamente».
Dusko Savanovic: «Sembrava fatta, come nelle ultime tre gare. Non so, probabilmente stiamo faticando a trovare le soluzioni ideali nei finali». Problema mentale? «Potrebbe essere, perché questo è un ottimo gruppo, non ha problemi interni. Lavora e si diverte. Io credo nel karma, nella sfortuna. Quello che è successo con Cremona è accaduto anche in altre tre gare». Solo sfortuna? »Naturalmente no, dovremmo giocare meglio, ma quando accadono certe cose – e guarda in cielo – dici: Signore, perché consenti che ai nostri avversari riesca tutto?» (a. pa.)
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