Tre schiaffi del Genoa e la Juve crolla
Pericolosa battuta d’arresto dei bianconeri, è la terza sconfitta in campionato. Dani Alves, frattura del perone: fuori 3 mesi
GENOVA. Aveva ragione Allegri a non fidarsi del Genoa, ma neppure lui poteva immaginare che la sua Juventus avrebbe potuto soffrire, e perdere, così come è accaduto. Sotto di tre gol dopo la prima mezz'ora per colpa di uno strepitoso Simeone, dominata dall'avversario che ne avrebbe potuti fare anche quattro, la squadra bianconera non è mai riuscita a rialzare la testa e ha vissuto un pomeriggio da incubo. Il Genoa di Juric, che non si è certo scansato, ha giocato nel primo tempo un calcio stratosferico, favorito anche dalla incredibile scarsa vena della capolista. Forse Allegri ha sbagliato a tenere Higuain in panchina all'inizio, ma il Pipita nel tempo che ha giocato non è apparso irresistibile. Per la Juventus una battuta d'arresto pericolosa in vista di una serie di impegni difficili. È la terza sconfitta in campionato dopo quelle col Milan e l'Inter - tutte dopo gli impegni di coppa - ma questa è stata così netta che può essere capace di insinuare un po’ di inquietudine. Il Genoa passa in vantaggio quando la lancetta dei minuti non è arrivata ancora a tre: Rigoni ruba palla a Bonucci sulla trequarti, la Juve è sbilanciata e Buffon fa un miracolo sul genoano, ne fa un secondo sulla ribattuta di Ocampos ma si arrende quando la palla arriva a Simeone a centro area e l'argentino tira secco in rete. La squadra di Allegri va in bambola. Il raddoppio arriva, al 13': Lazovic si beve Benatia con un dribbling al limite e mette un cross al centro per Simeone che di testa in tuffo devia in rete anticipando il suo marcatore. E il peggio deve arrivare. Al 29' la Juve va sotto tre a zero. Dal corner arriva in area un cross che Burdisso tocca di testa e Rigoni al volo manda a picchiare sulla traversa, la palla cade verso la linea di porta e Alex Sandro tenta il rinvio ma la manda in rete. Era dal 2005 che i bianconeri non prendevano tre gol nel primo tempo. La Juve che va negli spogliatoi è annientata dall'avversario. Allegri prova a cambiare qualcosa con Higuain e Sturaro ma l'organizzazione del Genoa le impedisce qualsiasi sortita. La palla del possibile 3-1 arriva a Pjanic che sfiora il palo. La Juve prova a non mollare ma il tempo passa e il gol che riaccende la speranza arriva troppo tardi, al 37', con la solita punizione perfetta di Pjanic. Dal 29' la Juve è rimasta in dieci per l'infortunio a Dani Alves che lascia il campo (finisce in ospedale, frattura del perone: starà fuori 3 mesi) e non può essere sostituito perché Allegri ne ha già cambiati tre. Il Ferraris è una bolgia quando Mazzoleni fischia la fine dopo 5' di recupero. Una Juventus schiantata in questo modo non se la ricordava nessuno.
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