La Dinamo ferita riparte da Belgrado
Stasera la sfida al Partizan. C’è Lawal nel mirino dei sassaresi
Dimenticare il Besiktas, rimuovere Avellino, cancellare Cremona insieme a tutti i fantasmi e le scimmie comparse in queste ultime settimane. Serve una Dinamo senza memoria a breve termine, stasera, per provare a uscire da una crisi fatta di sei sconfitte consecutive e di troppi finali punto a punto finiti nel peggiore dei modi.
Tre giorni dopo il ko in campionato contro la Vanoli di Cesare Pancotto, i sassaresi si presentano sul parquet della Pionir Arena di Belgrado per provare a restituire un senso alla loro partecipazione alla Champions League e, soprattutto, a far ripartire un motore che non riesce più a spingere a pieni giri. Di fronte si troveranno un avversario tutt’altro che tenero: il Partizan di coachAleksander Dzikic, che ha costruito una squadra piuttosto atipica, con due soli americani nel roster e tanti elementi di purissima scuola serba.
Punti pesanti. Un match complicatissimo che rappresenta già un primo spareggio per aggangiare quel quarto posto che significherebbe qualificazione certa alla seconda fase della competizione continentale targata Fiba. Quella di stasera sarà soltanto la settima giornata, l’ultima del girone di andata della fase a gironi, ma il bilancio della squadra di Pasquini è al momento deficitario: due sole vittorie e quattro sconfitte (tre delle quali per un solo punto, tanto per restare in tema). Il tutto con la prospettiva di giocare fuori casa, oltre a quella di stasera, anche quattro delle sette partite del girone di ritorno.
Si può fare. In realtà anche i padroni di casa qualche problemino ce l’hanno: per quanto marci a tutto gas nella Lega Adriatica, con il terzo posto in classifica, il Partizan in Champions ha zoppicato non poco. I bianconeri hanno vinto tre gare e ne hanno perso altrettante, vanificando la vittoria ottenuta all’esordio sul campo di Ludwigsburg con la netta sconfitta interna (-14) di due settimane fa contro lo Spirou Charleroi, seguita poi da un altro ko, sul parquet dell’Aek Atene.
Una prova d’appello. Al di là delle questioni puramente statistiche, in casa Dinamo non sono consentiti calcoli di alcun genere: il momento di crisi va superato in qualsiasi modo, per non compromettere una stagione ancora lunga e tutta da giocare. Lo spogliatoio biancoblù in questi giorni si è confrontato, provando a trovare nel collettivo la forza e la sicurezza smarrite tra colpi di sfortuna ed errori madornali. I giocatori più discussi di questa fase saranno chiamati a una prova d’appello, in attesa di scoprire le mosse della società.
Mercato: Lawal nel mirino. L’opzione Nate Robinson sembra essere stata scartata definitivamente. Il talentuoso play ex Nba, già alcrepuscolo della carriera a 32 anni, non è il tipo di elemento che in questo momento serve alla Dinamo, che infatti si sta concentrando su tutt’altro: la priorità in questo momento è quella di trovare un centro in grado di garantire l’atletismo e l’energia di cui fa difetto Gabe Olaseni. Tra i nomi che circolano, c’è quello di Gani Lawal, attualmente a Cantù, un vecchio pallino della dirigenza sassarese sin dai tempi della Virtus Roma.
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