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«Prenderemo un rinforzo ma Pasquini non si tocca»

dall’inviato
«Prenderemo un rinforzo ma Pasquini non si tocca»

Il presidente Stefano Sardara: «Anche l’anno del triplete abbiamo perso tanto Novembre è il nostro mese nero però i tifosi ci sono vicini e io sono ottimista»

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Un occhio al campo, l’altro al mercato, con il massimo sforzo possibile per mantenere i nervi saldi in uno dei periodi più complicati dall’inizio della sua gestione. Stefano Sardara ha seguito come sempre la squadra, anche in Serbia, mettendo in valigia tanta voglia di rimettere le cose a posto in tempi rapidi. «Non è la prima volta che perdiamo tante partite di fila – dice il presidente biancoblù – ma di sicuro non era mai capitato di lasciarsi sfuggire tanti match per mezzo canestro o comunque in volata. Da questo punto di vista si tratta di una situazione abbastanza nuova, anche piuttosto complicata. Novembre è da sempre il nostro mese nero, lo è stato anche nell’anno del triplete, ma pensiamo di sapere dove sia il problema, abbiamo avuto un bel confronto interno e siamo sicuri di venirne fuori».

Inevitabile parlare di mercato: pensa di intervenire, e in che modo? «Abbiamo diversi “deficit” ma non sappiamo esattamente se siano legati alla testa – spiega Sardara –. Penso per esempio a un giocatore come Olaseni, che appena tre anni fa faceva la summer league Nba da protagonista, firmava un triennale con Bamberg e ora è in difficoltà? Tagliarlo? No, al momento non pensiamo assolutamente di tagliare alcun giocatore, ma semmai di inserire una pedina nuova nel roster in modo da aumentare la competitività all’interno della squadra e trovare qualcosa di più».

Appare chiaro, a questo punto, che il ruolo sul quale la Dinamo andrà a “investire” sarà quello del centro, anche se dalla compagine dirigenziale biancoblù non arrivano conferme a proposito di trattative già avviate. «Ogni cosa a suo tempo – si limita a dire Sardara –, ma potrebbero esserci novità anche nell’immediato».

Poi il presidente fa qualche considerazione a proposito della reazione della piazza alle sei sconfitte di fila. «Ci sono tante critiche e questo è normale – dice –, e devo dire anche che ogni tre persone che incontro per strada, una si propone per farci la medicina dell’occhio. Ma la cosa sulla quale voglio mettere l’accento è la reazione dei tifosi alla sconfitta di sabato con Cremona. Trovarli fuori dagli spogliatoi a cantare per incoraggiare i giocatori è stato molto bello, qualcosa che ancora non mi era capitato. È un grande segnale di maturità. L’esonero di Pasquini? Mi viene da sorriredere. Il nostro programma arriva sino al 2020, stiamo pagando tra le altre cose un gap di chimica di squadra, ed è per questo che stiamo cercando di contrattualizzare i giocatori per più stagioni. Io resto ottimista e concreto: il progetto non va per aria per qualche sconfitta». (a.si.)

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