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Gaetano Mura e «Italia» vedono l’Oceano Indiano

di Sergio Casano
Gaetano Mura e «Italia» vedono l’Oceano Indiano

Il giro del mondo in solitario e senza scalo è arrivato al trentatreesimo giorno Nel weekend il navigatore di Cala Gonone doppierà il Capo di Buona Speranza

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CAGLIARI. Gaetano Mura è alle porte dell'Oceano Indiano. E' al trentatreesimo giorno di navigazione dalla partenza di Gibilterra, lo skipper di Cala Gonone che, a bordo del Class40 "Italia", è impegnato nel "Solo round globe record", il giro del mondo a vela in solitario senza scalo e assistenza.

Tra sabato e domenica doppierà il Capo di Buona Speranza. All'estremità meridionale dell'Africa mancano circa 1000 miglia, che dovrebbero essere percorse a una buona andatura, visto a che si è stabilizzata una situazione meteo favorevole che dovrebbe consentire a Italia di navigare verso Sud-Est su mure a dritta e posizionarsi così alla latitudine migliore per proiettarsi verso il "southern ocean", l'oceano del Sud.

L'anticiclone di Sant'Elena che nei giorni scorsi è rimontato verso Est dalle coste argentine è ben consolidato e ha garantito un'ottima situazione meteo nelle ultime 48 ore. Posizionato immediatamente a Nord dell'Isola di Tristan, nelle prossime ore si sposterà ulteriormente a Est a ridosso delle coste del Sudafrica.

E' un passaggio strategico, quello di Capo di Buona Speranza, che cambierà repentinamente la navigazione dell'ocean racer sardo, che a bordo del Class40 si appresta a fare i conti con l'Oceano Indiano, più affascinante ma allo stesso tempo più temuto dai navigatori solitari. Intanto, Gaetano Mura non trascura il suo diario di bordo: «Nulla è scontato in questo momento di intimità – scrive – . Italia mi fa il resoconto delle miglia percorse durante il mio riposo, ancora una volta ha vegliato su di me e gliene sono grato. L'aria del mattino è pungente, cosa di cui poco si preoccupano gli albatros e gli altri uccelli che hanno continuato tutta notte a volteggiare sopra di noi, regolo un po' le vele, spengo le luci di navigazione, faccio con gli occhi un giro rapido della coperta e rimango un po' intontito a guardarmi intorno. Un'altra giornata di onde e di vento è cominciata».

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