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La crisi del Tempio: scende in campo il Comune

Le proteste di tifosi e giocatori approdano nell’aula del Consiglio. Il presidente chiede altro tempo

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TEMPIO. La stella della Sef Tempio che, seconda in classifica brilla nel girone B di Promozione regionale, sembra invece spegnersi lentamente dal punto di vista societario, dopo che ai giocatori non sarebbero stati corrisposti gli emolumenti dal mese di luglio in poi. La situazione, latente da tempo, era scoppiata platealmente domenica scorsa nella partita casalinga contro la Dorgalese, (finita in parità 2 a 2), quando gli ultras si erano rifiutati di entrare al campo per protesta, e quando i giocatori, a fine gara, prima del rientro negli spogliatoi, avevano consegnato le magliette ai tifosi. Una situazione al limite dell’assurdo che ieri è entrata anche nel Palazzo comunale dove alle 11 è saltato l’incontro tra l’Amministrazione civica ed il presidente della Sef, Marco Pallotta, e dove è invece avvenuto, poco più tardi, l’incontro con una delegazioni di calciatori. Nel pomeriggio, l’argomento è stato oggetto di una interrogazione alla giunta da parte del consigliere comunale Monica Liguori di Tempio Libera.

Per quanto concerne l’incontro mancato con il presidente Pallotta, pare che sia saltato per una febbre improvvisa, durata lo spazio dell’incontro, considerato che alla stessa ora il patron sarebbe stato visto passeggiare tranquillamente al corso. In sua vece è stato ricevuto il vice presidente Giovani Carta. Al termine dell’incontro mentre il sindaco Biancareddu, scuro in volto, si è limitato a dire che per il momento bisogna solo sperare, l’assessore competente, Gianni Addis, ha dichiarato che la giunta segue con molta preoccupazione l’evolversi della situazione.

Qualche ora dopo l’argomento è stato affrontato nel corso di una riunione del Consiglio comunale, già convocato da giorni con altri punti all’ordine del giorno. A sollevare la questione, con una lunghissima e dettagliata interrogazione è stata Monica Liguori che dopo avere elencato tutta una serie di manchevolezze da parte della attuale dirigenza azzurra, “nonostante i giocatori e gli allenatori svolgano il loro compito con estrema onesta”, ha espresso la preoccupazione che la Sef possa essere destinata a sparire. Ha chiesto infine al sindaco e alla giunta di procedere immediatamente perché si eviti questa possibilità.

La storia a questo punto è solo all’inizio. A meno di improbabili ritorni di fiamma da parte del presidente, infatti, è sin troppo facile prevedere per la società un cambio di proprietà quasi imminente.

Angelo Mavuli

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