Lezione di Stefano Farina agli arbitri sardi
SASSARI. Una lezione arbitrale, una lezione di vita. Si può condensare così la visita di Stefano Farina a Sassari, nell'ambito della prima riunione plenaria della sezione del Nord Sardegna alla quale...
SASSARI. Una lezione arbitrale, una lezione di vita. Si può condensare così la visita di Stefano Farina a Sassari, nell'ambito della prima riunione plenaria della sezione del Nord Sardegna alla quale nei giorni scorsi hanno preso parte arbitri provenienti da tutte le sezioni dell'Isola. A fare gli onori di casa il giovane presidente della sezione di Sassari Maurizio Sassu, da poco confermato per il terzo mandato. Tra gli ospiti anche il presidente del Comitato regionale arbitri Sardegna, Francesco Cabboi.
Dopo un breve video di presentazione che ha messo in luce la brillante carriera di Stefano Farina, l’ex arbitro internazionale ha fatto una interessante riflessione su quanto e dove ogni arbitro si senta arrivato approdando alla categoria superiore. In un'epoca nella quale tutto corre veloce, dopo soli 6 o 7 anni di appartenenza all'Aia ci si può ritrovare nelle categorie nazionali, perciò il lavoro dei comitati regionali è sempre più importante per mettere a punto le competenze che saranno il bagaglio di esperienza che ogni arbitro deve portare con sé.
«La vita arbitrale è una vita parallela segnata da passione e sofferenza - ha spiegato Stefano Farina - e il successo non è fortuna ma è il frutto della non rinuncia e del sapersi rialzare dopo ogni caduta. La passione, l'entusiasmo, la costanza nel rendimento, conditi da una grande pazienza, sono gli ingredienti del successo, accompagnati dalla gestione dell'approccio ai cambiamenti. L'amore per ciò che si fa deve accompagnare la vita arbitrale e fare l'arbitro vuol dire fare qualcosa con amore».
Mauro Tedde
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