Piraino torna in sella, ma cambia team
Ancora una svolta al vertice della Torres. Baeli e Minunzio cacciati dai tifosi, futuro dei rossoblù resta incertissimo
SASSARI. Se vogliamo buttarla in cionfra (e a Sassari ci sta) possiamo dire che la Torres ha stabilito due record del mondo senza neanche scendere in campo. Ha avuto il presidente più breve nella storia del pallone (Andrea Baeli è entrato in possesso delle deleghe societarie sabato sera e le ha restituite dopo meno di 96 ore) e quello più “fortunato”, Daniele Piraino, che è tornato al timone del club rossoblù senza dover cacciare neanche un euro. Miracoli di una stagione che potrebbe non avere esaurito le sorprese.
Tornando seri la situazione è la seguente: Baeli non dovrebbe più avere alcun ruolo nella società sassarese che, formalmente, è tornata nelle mani di Daniele Piraino, socio di maggioranza con poco meno dell’80 per cento delle quote. Il condizionale è d’obbligo perchè la vicenda è stata tutt’altro che limpida e nessuno può escludere che nel via vai di documenti passato di mano in questi giorni possa nascondersi un jolly, rimasto nel mazzo di qualcuno dei contendenti. Di certo c’è che un ruolo fondamentale lo hanno svolto i tifosi, protagonisti di un colpo di mano che non ha ancora salvato la Torres ma le ha almeno allungato la vita.
Le ultime 48 ore rossoblù meritano di essere raccontato. Mercoledì la giornata era cominciata con i giocatori sfrattati dall’albergo per un problema di conti non pagati. Mentre Minunzio e Baeli (ufficialmente rappresentati della società) incontravano il sindaco per illustrargli il loro progetto di rilancio del club, Piraino ha sentito puzza di bruciato (meglio tardi che mai!) e ha raccontato la sua verità ai tifosi e poi alla “Nuova” con una lunga intervista. La situazione è precipitata in serata quando il presidente “spodestato” e il suo successore si sono incontrati nella sede di via Romita. Piraino è arrivato all’appuntamento scortato da un centinaio di ultrà incazzati al punto giusto. Baeli non si aspettava l’irruzione e dopo aver provato a spiegare le sue ragioni ha rischiato di arrivare allo scontro fisico. La situazione si è un pochino normalizzata solo quando allo stadio è arrivato Salvatore Sechi, altro grande protagonista della telenovela rossoblù. Baeli ha capito non era più il caso di scherzare e, a furor di popolo, ha dovuto aprire la borsa e restituire le deleghe a Piraino (non senza qualche velata minaccia). Poi i due imprenditori laziali hanno fatto perdere le tracce. Ieri non sono passati in sede, non hanno chiamato la segretaria e tantomeno il presidente.
Come interpretare il loro silenzio? E’ una resa di fronte a un’ostilità dichiarata e fortissima. O è solo una ritirata strategica in attesa di vedere che cosa succederà?
Già perchè adesso il problema è proprio questo: capire chi e come potrà portare avanti il club sassarese. Piraino non ha i soldi che servono (e ha invece una buona fetta di responsabilità per tutto quello che è successo), Baeli e Minunzio sono bruciati e all’orizzonte non si vedono principi azzurri con il portafoglio gonfio.
Una soluzione ha provato a proporla proprio Salvatore Sechi (unico imprenditore uscito allo scoperto) che ha saldato i conti dell’albergo, consentendo ai giocatori di tornare nelle loro stanze, ha risolto il problema del campo di allenamento e ha perfino procurato il pullman per accompagnare i ragazzi allo stadio di Ossi e riportarli a casa. «Credo che in questo momento ci siano soltanto due strade – ha detto – : aspettare l’ennesimo fallimento o dare una mano alla squadra per provare a salvare a stagione». Dare una mano, per Sechi, significa ricominciare a frequentare il Vanni Sanna e dare un senso costruttivo alla protesta. «Nessuno sta assolvendo Piraino – ha spiegato – però abbiamo ancora la possibilità di aiutare la Torres. L’incasso di domenica deve servire per pagare la prossima trasferta e da lunedì due commercialisti si mia fiducia affiancheranno Nicola Cherchi per fare finalmente luce sui conti della gestione Capitani. Cherchi ha dato la sua disponibiltà e così Rita, la segretaria del club. L’idea è di affidare a lei un conto dedicato in modo che la società possa autostenersi. Nel frattempo vedremo con la Lega e con gli avvocati che cosa si può fare. Io penso che ci siano le condizioni per una sorta di passaggio di ramo d’azienda, lasciando i debiti a chi li ha fatto e salvando il titolo sportivo. Ma su queste cose bisogna muoversi con prudenza. Non sono un esperto, però non vedo altre vie d’uscita».
L’idea è lanciata, i tifosi ne stanno già discutendo ed è molto probabile che domenica le tribuna e la curva del Vanni Sanna offrano un spettacolo ben diverso da quello offerto fin’ora. Sarebbe il terzo miracolo in una settimana.
Antonio Ledà
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