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Pasquini: «Per noi la chiave sarà la transizione difensiva»

Pasquini: «Per noi la chiave sarà la transizione difensiva»

SASSARI. «Belgrado è un ottimo punto di partenza, perché nei momenti chiave ho visto un certo tipo di atteggiamento. Dobbiamo imparare a fare le cose giuste nel momento in cui servono». La vittoria...

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SASSARI. «Belgrado è un ottimo punto di partenza, perché nei momenti chiave ho visto un certo tipo di atteggiamento. Dobbiamo imparare a fare le cose giuste nel momento in cui servono». La vittoria di martedì in casa del Partizan ha chiuso la serie nera della Dinamo, ma a Brindisi ci sarà un’altra battaglia. «Affrontiamo una squadra che con l’arrivo di Phil Goss ha trovato grande regolarità – dice Federico Pasquini –. In casa hanno fatto partite importanti ma sappiamo quello che troviamo: Brindisi è un ambiente caldo. Dovremo andare lì e fare la nostra partita. Abbiamo recuperato lo stress e la fatica dei 45’ giocati a Belgrado, stiamo cercando di prepararci al meglio per la sfida di domenica».

Come affronterete l’Enel di Meo Sacchetti? «Brindisi ha già una marcata impronta sacchettiana, corrono molto e sfruttano bene il loro atletismo. La transizione difensiva sarà la chiave. Hanno Carter che dopo essersi sistemato fisicamente ha grande atletismo, è vero che si può aprire e tirare ma ha anche un certo peso in area, Agbelese invece è un centro molto simile a Shane Lawal, per cui hai il doppio incastro con l’atleta leggero e il giocatore di peso che si può aprire. Infine M’Baye è forte sia spalle che fronte a canestro».

L’innesto di Gani Lawal obbliga il coach biancoblù a sacrificare un americano. «La scelta verrà fatta non prima dell’ultimo allenamento (stasera, ndr), perché ho bisogno di vedere alcune cose relative a tutti e 8 gli stranieri».

La vittoria di Belgrado cambia in qualche modo le prospettive? «Vincere dà tutto un altro tipo di sensazione ma bisogna restare razionali e lucidi, soprattutto nel mio ruolo, perché non può essere un +1 o -1 allo scadere a cambiare la valutazione generale su una partita. Belgrado ci ha dato grande energia e benzina: mi porto dietro la reazione avuta sul -14 ne secondo quarto e quella del terzo. Dobbiamo lavorare per essere bravi nei finali punto a punto, come in Serbia dove siamo stati bravi a restare lucidi nelle scelte nonostante la stanchezza. C’è da fare – conclude Pasquini –, dobbiamo diventare concreti e mi piace vedere un gruppo che non molla mai, come a Belgrado». (a.si.)

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