La giornata dell’orgoglio torresino
I tifosi interrompono lo sciopero e provano a salvare la squadra: appuntamento al “Sanna” per battere il Città di Castello
SASSARI. E’ il giorno dell’orgoglio rossoblù. Oggi i tifosi sassaresi hanno l’occasione di dimostrare il loro attaccamento alla Torres nell’unico modo possibile: affollando la tribuna e la curva nord del Vanni Sanna. E’ importante essere in tanti perchè questa è, forse, l’ultima opportunità per provare a salvare la squadra. Il compito è difficile ma dopo le sofferenze delle ultime due stagioni il tentativo è obbligato ed è anche il modo per ribadire una verità che dovrebbe essere scontata ma che, soprattutto nell’ultimo periodo, qualcuno ha tentato di negare: non esiste una squadra se non esistono i tifosi, non può esistere la Torres senza il sostegno del popolo rossoblù. Tutti al “Vanni Sanna” dunque per dare fiato alle speranze e riprendersi una società che, nel bene e nel male, è lo specchio della città, una parte della sua storia e, speriamo, del suo futuro.
E’ importate affollare le tribune perchè dopo le vicende di questa settimana (con l’uscita di scena di Andrea Baeli, che segue il passo indietro di Emilio Minunzio) la Torres è tornata nelle mani di Daniele Piraino ma è, di fatto, il balia di se stessa. Il presidente non ha la disponibilità per portare avanti la stagione e senza soldi è a rischio anche la trasferta di giovedì sul campo del Flaminia. Piraino si è accorto di aver fatto un passo più lungo della gamba e ha confermato di essere pronto a passare la mano. Da lunedì due commercialisti scelti da Salvatore Sechi (l’unico imprenditore sassarese uscito allo scoperto) affiancheranno Nicola Cherchi per provare a mettere ordine nei conti della società. Cherchi, che stava già lavorando sul bilancio, ha portato alla luce debiti pesantissimi lasciati in eredità dalla gestione di Domenico Capitani. Un passivo che rischia di rendere vano ogni tentativo di salvataggio. Chi prenderà la Torres deve mettere in conto di doversi far carico di un fardello che, pur se rateizzato, peserà anche sotto l’aspetto sportivo. Ma questo è il futuro. Oggi i tifosi sono importanti perchè senza soldi freschi, che solo il botteghino può garantire, la corsa dei rossoblù rischia di interrompersi prima ancora del giro di boa del campionato. E’ vero che una parte della tifoseria ha ancora qualche dubbio legato al fatto che Daniele Piraino resta al timone della società. Ma è anche vero che c’è l’impegno a non toccare un euro dell’incasso di questo pomeriggio. Il soldi verranno consegnati alla segretaria Rita Marras e serviranno per onorare i primi debiti e organizzare la trasferta di giovedì. Piraino non andrà in panchina e potrebbe decidere di non presentarsi allo stadio (sarebbe un gesto di responsabilità dopo otto mesi di disastri).
Sul fronte sportivo c’è da dire che la gara è delicatissima perchè il Città di Castello è una delle dirette concorrenti nella lotta per la salvezza. I laziali hanno raccolto finora 10 punti in 13 partite disputate, con 8 gol fatti e 19 subiti. I rossoblù ne hanno quattro di meno è sanno di non avere alternativa alla vittoria. Ieri, nella seduta di rifinitura, il morale è sembrato alto e la possibiltà di giocare in uno stadio amico può dare quella spinta in più che finora è mancata. Misiti ha convocato Tore Pinna, Insenna, Andriolo, Posillipo, Accardo, Ladu, Mangiapane, Libertini, Sassu, De Ambrosis, Casu, Simonetti, Ammoscato, Della Guardia, Gueli, Varriale, Marcangeli, Mucili, Fantasia, Ferrarini. La gara comincerà alle 14,30 e sarà diretta da Domenico Di Gerolamo di Avellino.
Antonio Ledà
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