«Niente calcoli, i ragazzi sanno cosa fare»
Il tecnico rossoblù è categorico: «Ci giochiamo un pezzettino di salvezza»
CAGLIARI. «Andiamo a Pescara per vincere». Alla vigilia della trasferta in Abruzzo, Massimo Rastelli accantona bonomia e pretattica. Il Cagliari, che in extremis aggrega anche Capuano e Tachtsidis, ha a portata di mano il colpo che vale mezza stagione. Il tecnico non ci gira attorno: «Non voglio sentir parlare di due risultati su tre a disposizione. Scendiamo in campo per imporre il nostro gioco e cercare la vittoria. L'errore più grande sarebbe di andar lì per il risultato minimo».
Rastelli, vi aspetta un clima da ultima spiaggia. O no?
«Il Pescara non può più sbagliare. La partita è di vitale importanza per loro e per noi. Affrontiamo una squadra pericolosa che ha messo in difficoltà formazioni quotate».
Sì, ma ha vinto solo una volta e a tavolino.
«Vero, ma può far male. Noi sappiamo che la salvezza passa da questa partita, nonostante il buon margine di vantaggio. Non ci fidiamo di nessuno e non pensiamo di aver già raggiunto l'obiettivo».
Qual è il tema della gara?
«Dovremo essere bravi a leggerne le varie fasi. I ragazzi sanno cosa fare: ci saranno momenti in cui devi pressare, altri in cui si aspetta. Non puoi pensare di fare la stessa cosa per 90'. Su questo fronte stiamo crescendo, sappiamo reagire se siamo in difficoltà e compattarci negli ultimi 20 metri se ci aggrediscono».
Partita scannata, muscolare e attenta. O serve di più?
«Per questo ho fatto riposare nove titolari. Loro hanno attaccanti di qualità e veloci che non danno punti di riferimento. Poi, ripartono in massa e accompagnano le azioni con i terzini. Una cosa è certa: abbiamo bisogno di mettere in campo il meglio».
La Tim Cup con i ragazzini: ha sentito i mugugni?
«Riteniamo fondamentale questa partita e non a caso in settimana ho fatto, d'accordo con la società, valutazioni e scelte, quali quella di aver fatto riposare nove titolari».
Dicevamo della Coppa Italia con sei Primavera.
«Senza Joao Pedro, Ionita, Capuano, Tachtsidis e Bittante fuori causa, Pisacane e Farias al rientro da infortunio, Alves e Isla da voli internazionali con Sau e Borriello stremati dopo l'Udinese, Ceppitelli con fastidi al ginocchio, potevo portare a Marassi solo Padoin, che ha giocato più di tutti. Ho deciso di farlo rifiatare».
Quindi?
«La Sampdoria non si poteva affrontare diversamente. Ce la siamo giocata con i ragazzini, senza fare figuracce. Mi dispiace che si trovi modo per destabilizzare un ambiente che sta facendo grandi cose nonostante pesanti infortuni. Joao Pedro, Ionita, Tachtsidis, Farias, Murru sarebbero titolari ovunque in A ma sono fuori da mesi ma il Cagliari si è permesso di non averli e di conquistare 19 punti».
Formazione: quali sono i dubbi?
«Sul play basso: può farlo Padoin o Di Gennaro. Sto riflettendo prioma di scegliere».
Rastelli, come ricordate la tragedia della Chapecoense?
«Con la maglia verde e un patch sulla manica. I ragazzi sono solidali con i brasiliani. Quando queste cose capitano a una squadra di calcio, ti toccano nel profondo».
Mario Frongia
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