Pasquini è allibito: «Non siamo neanche entrati in campo»
Il coach dei sassaresi: «Un passo indietro, sono deluso» Già nella notte tutti davanti al video per capire gli errori
BRINDISI. «Non ci siamo presentati in campo, siamo mancati completamente nell’approccio: dobbiamo voltare pagina senza dimenticare questa partita, che sicuramente non ci aspettavamo. E dobbiamo fare in fretta a inserire Lawal». Federico Pasquini si presenta nella sala stampa del PalaPentassuglia pallido come un cencio. La crisi della sua squadra si sta ingigantendo partita dopo partita. E ieri i progressi visti a Belgrado sono stati cancellati.
«Complimenti a Brindisi che ha giocato un’ottima partita – dice il coach, tanto per rompere il ghiaccio –. Noi non siamo scesi in campo, abbiamo avuto pessimo approccio alla partita. Abbiamo completamente dimenticato di essere aggressivi sin dalla palla a due. Sapevamo che loro lo sarebbero stati così aggressivi e sapevamo le situazioni che avrebbero creato. Sono profondamente deluso, pensavo che avremmo avuto continuità dopo Belgrado, invece è arrivato un passo indietro.Siamo arrivati sempre secondi sulle palle vaganti, abbiamo poco da fare, se non metterci davanti al video e capire meglio cosa fare. Non abbiamo tempo da sprecare, bisogna inserire Lawal il prima possibile e pensare alla coppa».
Il futuro della Dinamo dipende dunque dal nuovo acquisto? «In questo momento la priorità è inserire bene lui e tornare ridarci certe priorità avute sino a Belgrado a livello di presenza difensiva. Le cose che pagano in queste situazioni sono il non diventare scemi e fare rivoluzioni: cerchiamodi essere equilibrati e di capire come si perde. Se fosse per stasera dovrei cambiare tutto. Ma tre giorni fa avevamo avuto una risposta clamorosa dal -14. Stavolta la squadra non ha risposto. Carter? Quando così tanti giocatori bucano una gara, è difficile parlare di qualcuno in particolare. Stanotte analizzeremo davanti al video cosa non è andato».
In campo si sono viste cose incredibili: per esempio un canestro subito sul secondo passaggio dal tiro libero, con la difesa a zona. «L’esempio sulla zona è legato al fatto che siamo sempre arrivati secondi sulla palla. Dopo avere rialzato la testa e avere provato un altro quintetto abbiamo subito un 10-0. Siamo andati tante volte fuori giri. Se subisci 9/9 da 2 nel primo quarto significa che fisicamente e mentalmente non sei in campo». (a.si.)
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