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Dinamo in piena crisi: cinque giorni per ripartire

di Andrea Sini
Dinamo in piena crisi: cinque giorni per ripartire

La batosta di Brindisi mette a nudo i limiti di un gruppo troppo incostante Dopo 4 ko di fila in campionato, sabato la sfida da Final Eight con Trento

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INVIATO A BRINDISI. Esattamente un mese fa, il 6 novembre, un tap-in sbagliato da Crosariol sulla sirena consegnava alla Dinamo la vittoria, bella e meritata, sul difficile campo di Pistoia. Trenta giorni più tardi la squadra di Pasquini si trova con le spalle al muro: da quel giorno, tra campionato e coppa, sono arrivate 7 sconfitte in 8 gare, quattro di file in serie A: a Milano, in casa contro Avellino e Cremona, infine a Brindisi.

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Il passo del gambero. Molle, scollata e tremendamente involuta rispetto al vittorioso match di martedì scorso a Belgrado, la squadra sassarese resta al momento agganciata con le unghie all’ottavo posto, ma tutto l’ambiente inizia a interrogarsi seriamente su quale sia la natura dei problemi che impediscono a Lacey e compagni di trovare un minimo di costanza. Ogni passo avanti, insomma, la Dinamo ne fa due indietro.

Giro di vite. Domenica sera, dopo la partita, la squadra ha avuto appena il tempo di cenare e poi è stata convocata a rapporto. Prima un duro faccia a faccia con lo staff tecnico, poi l’analisi azione per azione della partita appena giocata, con un confronto andato avanti sino a tarda notte. La società conferma la piena fiducia a Pasquini ma fa sapere di essere sempre vigile sul fronte mercato: Lawal ha già esordito, David Bell arriverà con tutta probabilità giovedì, dopo il match di Zielona Gora che segnerà l’addio di Johnson Odom.

Approccio disastroso. C’è un dato interessante legato a queste quattro sconfitte: in tre casi (fa eccezione solo il match con Cremona), il Banco ha compromesso le partite perdendo sia il primo che il terzo quarto: 20-24 e 22-28 con Milano, 16-24 e 14-18 con Avellino, 13-27 e 14-23 contro Brindisi. Pessimo approccio alla partita, dunque, sia alla prima palla a due che al rientro in campo dopo l’intervallo. Era successo anche contro Cantù, alla quarta giornata (25-30 e 10-21), e non a caso era arrivata una delle sconfitte più pesanti di questo scampolo di stagione.

Obiettivi nell’immediato. La partita di Champions in casa dei polacchi dello Zielona Gora è dietro l’angolo. Domani, oltre a cercare una vittoria che dia continuità alla risalita dopo il successo di Belgrado, coach Pasquini dovrà testare ulteriormente Gani Lawal. Il centro domenica a Brindisi è partito in quintetto, ma si è trovato immediatamente come un pesce fuor d’acqua, del tutto fuori dai meccanismi di squadra sia in attacco che in fase difensiva. Alla fine ha giocato 19 minuti, segnando 14 punti e catturando 6 rimbalzi: cifre che testimoniano il potenziale dell’atleta americano, ma nella gara contro l’Enel il bottino è stato fine a se stesso, perché ottenuto a partita ormai andata. Questi numeri hanno bisogno di venire inseriti in un contesto di gruppo.

Obiettivi a medio termine. Se, come pare scontato, l’operazione sliding doors tra Johnson Odom e Bell andrà in porto, la Dinamo si troverà in casa un giocatore sinora protagonista nel campionato tedesco nonostante l’età non più verde (35 anni), con i suoi 18,5 punti e 6,1 assist a partita e soprattutto in grado – almeno sulla carta – di guidare la squadra e di garantire la tanto sospirata leadership. I tempi comunque restano strettissimi: sabato arriva a Sassari l’Aquila Trento, per uno scontro che peserà molto in chiave Final Eight. Vietato commettere altri passi falsi: perdere altro terreno significherebbe mettere seriamente a rischio l’approdo alla fase finale della coppa Italia, obiettivo sempre centrato nelle ultime 5 stagioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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