Joao Pedro e il razzismo «Battiamo l’ignoranza»
La mezzala brasiliana all’università di Cagliari per parlare di pregiudizi «Mi è capitato di essere oggetto di insulti ma ho fatto finta di niente»
CAGLIARI. Un gol pregiato. Joao Pedro va a segno in aula magna. Con intelligenza, civiltà, rispetto, conoscenza. Gli studenti di Scienze giuridiche, politiche ed economiche dell’Università di Cagliari applaudono. La partita è speciale: lotta al razzismo, ai pregiudizi, ai linguaggi denigratori, al web come terreno fertile per insulti e ostilità. Ma c’è spazio anche per l’1-1 di Pescara e il Napoli alle porte.
La mezzala brasiliana - in ateneo su input del club rossoblù, attento alle iniziative sociali - stringe mani, posa per i selfie, ha la gratitudine del rettore Maria del Zompo, del pro rettore Alessandra Carucci e di Christian Rossi, a capo del gruppo di lavoro che ha creato il progetto ReAct. “L’obiettivo? Combattere gli estremismi e creare contenuti informativi che contrastino le notizie false che fomentano la violenza” dice il docente al dipartimento di scienze sociali. «Il calcio più di altri sport soffre per le violenze, anche verbali. Joao, è stato oggetto di frasi razzistiche?» chiede il rettore. JP10 taglia corto: «Sì, ma ho fatto finta di niente. Il caso Lulic-Rudiger? Non mi piace mettermi in mezzo ai fatti degli altri, ma è un giocatore esperto, ha sbagliato e sa di aver sbagliato. Va punito, noi calciatori si impara solo dalle punizioni. Capisco che dopo una sconfitta nel derby possa esserci amarezza, ma certe cose non vanno dette né pensate».
Il tema è ghiotto. Il video “Time out” incalza. Si dibatte di migranti, terrorismi, condivisione. «Linguaggio violento del web e immigrazione: il progetto è attuale e di forte impatto» dice la professoressa Carucci. Il numero 10 è sul pezzo: «Si deve combattere contro gli ignoranti e contro chi non capisce che così si va indietro. Andate avanti con le campagne di sensibilizzazione: solo se sappiamo di più, possiamo migliorare».
Parte il video ReAct, a seguire la testimonianza di uno studente marocchino: la sala applaude. Riappare il calcio. «A Pescara abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, un buon pari. Venti punti in 15 gare – dice la mezzala – sono tanti, ce li siamo guadagnati pur con molti infortunati. Il Napoli? Per provarci ci vuole coraggio e qualità. Loro ne hanno tanta, noi pure. Ma in casa, con l’aiuto dei tifosi, ce la giochiamo».
Infine, l’infortunio. «Mi manca davvero poco, la frattura è guarita, devo ritrovare la condizione e il campo. Nostalgia? Tanta, ma – saluta Joao Pedro – non faccio programmi. Spero di riaggregarmi al gruppo prima della sosta».
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