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La nostalgia rossoblù del ct: «Mi sento a casa»

La nostalgia rossoblù del ct: «Mi sento a casa»

Visita ad Asseminello per Giampiero Ventura: «State facendo molto bene, continuate così»

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ASSEMINI. Ha rivisto ultimato quel che aveva lasciato nel 2003. Asseminello, un impianto come pochi in ambito nazionale. Gian Piero Ventura, ieri con i rossoblù di Massimo Rastelli. Il tour del ct - apertosi mercoledì a cena con Tommaso Giulini e il ds Capozucca - è proseguito ieri mattina. Con il segretario della Nazionale Mauro Vladovich, Ventura è arrivato al centro tecnico del Cagliari alle 10. Ad accoglierlo il patron e il ds. Colazione con scambi di idee e pareri a conferma di una simbiosi con i colori rossoblù mai spenta. Ventura ha visitato impianti e campi. Le prime strette di mano con i tecnici e i ragazzi del settore giovanile. «Non smettete mai di mettervi in discussione, lottate per realizzare i vostri sogni. E vi auguro di arrivare presto ai livelli più alti» il richiamo dell'allenatore dell'Italia. A seguire, il faccia a faccia con Rastelli. I due si sono ritrovati lunedì al Teatro di Vittoria, in provincia di Ragusa: sul palco per il premio del calcio siciliano. Rastelli, migliore della B per il campionato vinto con il Cagliari, Ventura per il lavoro fatto al Toro e la chiamata in azzurro. «Complimenti per la vittoria della B. Vincere non è mai facile. In bocca al lupo per il futuro. Continuate a fare bene come state facendo» le parole del tecnico ligure. A seguire, l'incontro con alcuni suoi ex giocatori: Daniele Conti, Alessandro Agostini e David Suazo. Inevitabili i siparietti in memoria dei tempi che furono. Alle 11 l'incontro con Storari e compagni. Ventura ha assistito alla seduta della prima squadra. L'atmosfera è quella giusta: a tre giorni dal match clou, sentito da ambiente, giocatori e tifosi come poche altre gare. L'abbraccio al team e al gruppo di Rastelli ha preceduto il lavoro mattutino. Ventura si è goduto la bella giornata di sole: «Voglio assaporarlo sino all'ultimo raggio». Poi, al termine del lavoro di Dessena e soci, un piccolo passo indietro: «È un piacere tornare qui ad Asseminello. Questa struttura ha rappresentato uno spicchio della mia vita. Mi sembra di essere a casa. La mia esperienza in Sardegna mi ha lasciato ricordi fantastici e tanti amici».

Una sorta di amarcord. Dagli anni di Cellino all'avvio della gestione di Tommaso Giulini. «Il Cagliari di oggi ha iniziato un programma costruttivo: il presidente Giulini ha voglia di fare e un entusiasmo contagioso». Una benedizione mica male. Trasporto, qualità del progetto e filosofia del Cagliari 2.0: nitida anche in Figc. Non è mancato un acchito alle chiamate della nazionale. «La funzione degli stage azzurri? L'Europeo - ha detto Ventura - ha lasciato una buona base, alcuni giocatori sono fondamentali ma occorre anche pensare a un ricambio generazionale. Il campionato italiano presenta tanti giovani di grandi potenzialità che hanno bisogno di fare esperienza. Devono sentire Coverciano come casa loro».

Mario Frongia

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