Mercato sospetto a Leeds: Cellino sospeso per 18 mesi
Mano pesante della Football Association sull’ex presidente del Cagliari: l’accusa è di aver violato il regolamento sui procuratori sportivi, pronto il ricorso
CAGLIARI. Mano pesante della Football Association nei confronti di Massimo Cellino. Come anticipato già l’altro ieri di ieri da alcuni tabloid d’oltremanica, il proprietario del Leeds è stato sospeso da ogni attività legata al calcio per 18 mesi e dovrà pagare un’ammenda da 250 mila sterline (poco meno di 300 mila euro) per aver violato il regolamento sui procuratori sportivi in occasione della cessione di Ross McCormack al Fulham nell’estate 2014. In ballo ci sarebbe un pagamento irregolare autorizzato dal club. La squalifica partirà dall’1 febbraio 2017 ma Cellino ha già annunciato ricorso.
Già l’altro ieri, davanti alle indiscrezioni dei media, l’ex presidente del Cagliari si era dichiarato «sorpreso» dalla notizia. «Non sono colpevole e intraprenderò i passi necessari per difendermi. L’unica cosa di cui sono colpevole è proteggere il Leeds», erano state le sue parole.
Cellino, che non potrà ricoprire alcun incarico fino all’1 settembre 2018 qualora la squalifica venisse confermata. Arrivato a Elland Road nell’aprile 2014, l’imprenditore sardo è già alla terza sospensione.
Recentemente il nome dell’ex presidente del Cagliari era stato tirato in ballo nel “trappolone” organizzato dai cronisti del Telegraph che era costato la panchina all’allora ct della nazionale Allardyce. I reporter del quotidiano inglese si erano finti addetti ai lavori per farsi dire come bypassare le regole della Football Association che vietano il possesso dei cartellini dei giocatori a persone terze rispetto alle società tesserate alla Fa. Nel video dei meeting con i falsi procuratori Cellino avrebbe dato suggerimenti su come si possano aggirare le regole. «Le norme non possono essere violate – avrebbe detto l'ex patron rossoblù - ma la società fittizia acquista il venti per cento delle azioni del mio club e avrà così diritto al venti per cento della vendita dei giocatori».
Nel corso dell'incontro organizzato in un locale della capitale inglese frequentato da procuratori e dirigenti di squadre sportive Cellino era andato oltre, definendo il calcio «una faccenda molto, molto sporca». L'inchiesta del Telegraph non era stata commentata dall'ex patron del Cagliari mentre la società aveva minimizzato «Il presidente ha fatto una proposta appropriata, coerente con le norme della Fa per cui gli unici soggetti autorizzati a trarre benefici dalla proprietà di un calciatore sono le stesse società». Ma la Fa sul rispetto delle norme non scherza.
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