Tempio calcio, stadio vietato al patron
Durissima decisione del sindaco Biancareddu: «Gli impedisco di entrare al “Manconi”, la società sia affidata al Comune»
TEMPIO. Da lunedì prossimo, lo stadio Nino Manconi e qualsiasi altro impianto sportivo della città saranno interdetti al presidente della squadra di calcio della Sef Tempio, Marco Pallotta, e all’intera dirigenza. Gli stessi non saranno più ricevuti dal sindaco e saranno obbligati alla stretta osservanza della richiesta. Ad annunciarlo con una conferenza stampa, e a confermarlo subito dopo con una durissima lettera, sono il sindaco Andrea Biancareddu e l’assessore allo Sport Gianni Addis. La stessa lettera chiede anche che «la società venga posta nelle mani dell’amministrazione comunale, in modo da consentirle di individuare possibili e legittime soluzioni gestionali, atte a garantire la prosecuzione del campionato in corso e a tutelare l’attività di tutto il settore giovanile. L’amministrazione non intende, né può più supportare, ad alcun titolo, questo gruppo dirigente che ha già dato ampia dimostrazione di incapacità e inadeguatezza a svantaggio e pregiudizio di una regolare e sana gestione dell’attività calcistica nella nostra città».
La drastica decisione, mai verificatasi nella lunghissima e gloriosa storia calcistica della città, che ha pur attraversato momenti difficili, è stata illustrata durante una conferenza stampa nella quale hanno parlato il sindaco Biancareddu e l’assessore Addis. «Il nostro - dice Gianni Addis - è un intervento necessario a tutela della prima squadra e del settore giovanile. Si è deciso di intervenire affinché tale situazione paradossale possa quanto prima essere risolta in via definitiva». Biancareddu in conferenza stampa spiega anche che «alle lamentele dei calciatori per i mancati rimborsi, si aggiungono quelle di molti genitori dei ragazzi del settore giovanile che segnalano, nonostante l’impegno di alcuni allenatori e tecnici, molta disorganizzazione e, fatto ancor più grave, che la squadra allievi è affidata ad una persona priva dei requisiti e dall’abilitazione tecnica necessari per essere condotta».
Dagli amministratori arriva anche grande considerazione per i tifosi gli sportivi ed i fornitori. «In questo contesto - si legge nella lettera - deve essere tenuta nella massima considerazione la voce dei tifosi, che da sempre e con grande passione, seguono la squadra in casa ed in trasferta, nonché la voce della città che, giustamente, chiede e pretende che la Sef Tempio sia gestita e amministrata con serietà, professionalità e lungimiranza. Infine, preoccupa il sempre più frequente malcontento rappresentato all’amministrazione da parte di alcuni fornitori, che lamentano gravi ritardi nel pagamento delle forniture».
Domenica prossima la Sef Tempio, seconda in classifica, che nell’ultima partita ha vinto contro l’Usinese per 5 a 0, dovrà vedersela in casa con il Macomer. Ora più che mai ha necessità di sentire la città vicina.
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