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Il Cagliari affondato dal Napoli

di Roberto Muretto
Il Cagliari affondato dal Napoli

Tutto facile per gli azzurri che segnano cinque volte. Rossoblù alla mercè dell’avversario

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INVIATO A CAGLIARI. Per mettere in difficoltà chi in Italia gioca il calcio più bello ci sarebbe voluto un Cagliari con la bava alla bocca. I rossoblù hanno lasciato nello spogliatoio la cattiveria agonistica, si sono trasformati in agnellini da sacrificare sull'altare di una squadra che ha potenzialità enormi e ieri le ha espresse in modo compiuto. Sono entrati in campo timorosi, troppo rispettosi di un Napoli nettamente superiore (questo si sapeva) che ha trovato disteso un tappeto rosso sul quale ha camminato senza essere disturbato. Sono tornati a galla i difetti che i rossoblù avevano evidenziato con Fiorentina, Torino e Juventus, quando sono stati presi a ceffoni e non hanno reagito. Contro avversari come i partenopei si può perdere ma non in questo modo. Quando sei più debole hai un solo modo per provare a difenderti: lottare su ogni pallone come se fosse quello della vita. Il Cagliari non l'ha fatto ed è stato travolto. I gol di Mertens (tripletta), Hamsik e Zielinski hanno affondato la formazione di Rastelli, completamente soggiogata dalla qualità degli azzurri che non si sono mai fermati, raddoppiando le marcature anche quando ormai il risultato era in cassaforte. Il Cagliari rifletta, troppe le goleade subite. Non è solo un problema della difesa, i rossoblù si disuniscono troppo in fretta, vanno nel pallone, perdono equilibrio e per gli avversari diventa un gioco da ragazzi infilzarli. Difetti da correggere prima possibile. I bonus "brutte figure" sono finiti.

Torna Tacht. Non ci sono sorprese nella formazione del Cagliari. La novità di rilievo è il rientro a tempo pieno di Tachtisidis. Il centrocampista greco si piazza davanti alla difesa, Padoin trasloca a sinistra. Barella fa il trequartista (Farias è in panchina) alle spalle di Sau e Borriello. Sarri si affida al tridente "leggero" con Mertens falso nueve, Insigne e Callejon sulle corsie. Jorginho vince il ballottaggio con Diawara e diventa il punto di riferimento in mezzo al campo. Strinic prende il posto di Ghoulam come esterno sinistro basso.

Monologo. Il Napoli fa subito valere la raffinata qualità nel palleggio. Il Cagliari usa le armi che ha a disposizione per alleggerire la pressione. Nei primi 25' si contano quattro tiri verso la porta di Storari e un salvataggio sulla linea di Pisacane su conclusione a botta sicura di Hamsik. I rossoblù provano ad accorciare il campo agli avversari, chiudere le linee di passaggio ma lo fanno senza la necessaria cattiveria. Non è semplice quando hai di fronte una squadra con tante individualità al di sopra della media. Gli azzurri pressano alto, raddoppiano costantemente, non consentono alla squadra di Rastelli di ragionare, costringendola spesso al lancio lungo. Hamsik non dà riferimenti e il Cagliari commette l'errore di lasciargli troppi spazi. Così lo slovacco diventa letale. Tachtsidis è in difficoltà e non può essere diversamente dopo il lungo infortunio. Arriva sempre in ritardo nelle chiusure e quando ha la palla tra i piedi la tiene troppo e consente al Napoli di accorciare.

Uno-due micidiale. La palla stazione sempre nella metà campo del Cagliari. Si intuisce che se i rossoblù non alzano il baricentro rischiano di capitolare. Il Napoli trova il varco giusto poco dopo la mezz'ora. Ci riesce Mertens che controlla e si gira piazzando il pallone sul palo opposto dove Storari non può arrivare. E' un vantaggio meritato, frutto di una netta supremazia. Si fa male Koulibaly, sostituito da Albiol. Il colpo del ko arriva nel finale di tempo con Hamsik che non perdona dopo che la “zuccata” tdi Insigne è ribattuto dalla traversa.

Super gol. Zielinski, che il giorno prima in allenamento aveva segnato una rete da fuoriclasse, si è ripetuto al Sant'Elia. Da una ventina di metri ha calciato (indisturbato) un siluro che ha terminato la sua corsa a fil di palo. Il 3-0 spegne le velleità del Cagliari che sembra un pugile suonato in balia dell'avversario. Rastelli toglie Tachtisids e butta nella mischia Farias. Padoin fa il centrale, Barella si sposta a sinistra, il nuovo entrato gioca molto esterno. Nel finale in campo anche Melchiorri per Borriello e Capuano per Dessena. Arrivano altri due gol di Mertens a completare la goleada. Il Napoli si porta a casa i tre punti, il Cagliari ha una classifica che fa stare tranquilli ma non può ogni volta che trova un avversario più forte subire lezioni così pesanti. E' un difetto da correggere. Chissà come l'avrà presa il presidente Tommaso Giulini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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