«Ripartiamo dalla difesa di sabato»
La ricetta di coach Pasquini: «Massima cura dei dettagli e intensità. Siamo ancora adirati per la sconfitta in Ungheria»
SASSARI. «Dobbiamo lavorare sui dettagli inserendo al meglio i due nuovi giocatori; ripartendo dall’intensità difensiva del secondo tempo contro Trento». La ricetta di Federico Pasquini per superare lo scoglio Szolnoki parte da alcuni punti fissi. Anche perché nonostante l’ultimo posto in classifica, gli ungheresi non sono un cliente facile. «All’andata abbiamo lasciato gli unici due punti che hanno conquistato nella competizione, forse perché li abbiamo incontrati al debutto casalingo e c’era un’energia particolare. Siamo ancora arrabbiati per come è finita all’andata – dice il coach sassarese –, dobbiamo muovere la classifica tenendo presente che è una squadra solida, con giocatori di valore come Vojvoda, che il prossimo anno secondo me giocherà ad alti livelli. È un gruppo che gioca sempre bene, sono stati avanti contro l’Aek Atene fino inizio ultimo quarto».
La Dinamo ha anche a che fare con qualche acciacco: «Gani Lawal sta lavorando per recuperare seguendo le terapie, ma è difficile che possa giocare. Per quanto riguarda il turnover è possibile che ci siano gli stessi 12 di sabato sul campo: ieri (domenica, ndr) in allenamento Johnson-Odom si è fermato per un piccolo problema al ginocchio».
La vittoria di sabato sera contro la Dolomiti Energia Trento ha in qualche modo rasserenato l’ambiente, dopo un periodo nero nel quale sono stati lasciati per strada tantissimi punti sia in campionato che in Champions League. «Sono soddisfatto della partita contro Trento – dice Pasquini – perché era una sfida piena di ostacoli e difficoltà mentali e tosta dal punto di vista emotivo. Era la prima sfida con le spalle al muro, non potevamo perdere. Sono contento della risposta dei ragazzi, una grande reazione dal -15 del 24’ ai 12/13 minuti di grande intensità sul campo. Dobbiamo ancora migliorare tanti piccoli dettagli, dalla difesa nel primo quarto, dove non si possono regalare 27 punti facili a Trento, al chiudere le partite con più cinismo, perché – conclude l’allenatore del Banco di Sardegna – negli ultimi minuti di gara non abbiamo quasi giocato». (a.si.)
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