«Cagliari fuori il carattere A Empoli niente scherzi»
L’ex capitano Matteo Villa analizza i motivi per cui si subiscono tante goleade «È un problema di equibrio tra i reparti. Il tecnico non va messo in discussione»
CAGLIARI. Ha indossato la maglia del Cagliari per dieci anni. Matteo Villa è stato protagonista di stagioni importanti (tra cui la partecipazione alla Coppa Uefa) con la maglia rossoblù. Ha totalizzato 264 presenze, realizzando dieci gol. Difensore di razza, inserito dai tifosi sardi nella top 11 di tutti i tempi della squadra sarda, prova a spiegare i motivi per cui la formazione guidata da Massimo Rastelli subisce così tanti gol.
«Sarebbe ingiusto dare le responsabilità solo al reparto difensivo. Il vero problema è l’equilibrio della squadra che troppo spesso si allunga e concede praterie per le ripartenze degli avversari. Sono cose che non dovrebbero accadere e sulle quali bisogna concentrare l’attenzione».
Lei che idea si è fatto?
«Secondo me il Cagliari è una squadra fragile caratterialmente. Le partite si possono perdere ma non finire in goleada. Il modo in cui arriva la sconfitta è importante. Non sono d’accordo con chi dice, banalmente, che comunque non prendi punti. Non uscire dal campo umiliati è fondamentale per il morale del gruppo e dello staff tecnico, oltre che per la tifoseria».
Nonostante tutto la classifica fa stare tranquilli.
«Ed è la cosa che conta di più nel calcio. Se non fosse stato così, ora la tensione sarebbe alle stelle dopo la batosta subita col Napoli. Il Cagliari non avrà nessun problema a salvarsi, le ultime tre sono in chiara difficoltà e se non faranno un mercato di gennaio eccezionale la loro sorte è segnata. È chiaro che i rossoblù dovranno tenere alta la guardia e non distrarsi mai».
Il tecnico Rastelli è stato messo sotto accusa. C’è chi vorrebbe l’esonero. Lei da che parte sta?
«In una situazione così non metterei mai in discussione l’allenatore. Non avrebbe senso e sarebbe una mossa sbagliatissima. Le prestazioni vanno valutate, se ci sono dei difetti bisogna correggerli, ma il Cagliari è lontanissimo dalla zona retrocessione e credo che a questo allenatore sia stata chiesta una tranquilla salvezza. Mi pare stia rispettando i programmi».
Conosce il presidente Tommaso Giulini?
«No, ancora non c’è stato modo ma prima o poi ci incontreremo».
E dei progetti della società che ne pensa?
«Sicuramente interessanti. Idee ne aveva anche Massimo Cellino, tra i primi a pensare a uno stadio di proprietà. Non è riuscito a farlo, spero ci riesca questa dirigenza che ha ereditato un club sano e ha avuto l’intelligenza di non stravolgere tutto. Avere un impianto proprio ti consente di fare un salto di qualità. In Italia l’esempio è la Juventus».
Però sul settore giovanile sono state fatte cose importanti e forse si è investito un po’ di più.
«Secondo me è difficile fare meglio di Gianfranco Matteoli. Tanti i giovani che sono stati lanciati grazie a lui. Spero che il Cagliari faccia altrettanto nei prossimi anni, anche se non sarà una cosa facile».
Il Cagliari deve pensare solo alla salvezza?
«Direi di sì alla luce di quanto stiamo vedendo. E prima la raggiunge meglio è. Sarà importantissima la gara di sabato a Empoli, contro una diretta concorrente. È fondamentale non perdere per lasciare invariate le distanze. Se i rossoblù fanno punti in Toscana hanno mezza salvezza in tasca».
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