È morto Giovanni Garau il “ribelle” delle due ruote
SANTA GIIUSTA. Lo sport sardo è in lutto. Ieri mattina si è spento Giovanni Garau, uno dei primi ciclisti sardi ad approdare nel mondo del professionismo. Avrebbe compiuto 82 anni il prossimo gennaio...
SANTA GIIUSTA. Lo sport sardo è in lutto. Ieri mattina si è spento Giovanni Garau, uno dei primi ciclisti sardi ad approdare nel mondo del professionismo. Avrebbe compiuto 82 anni il prossimo gennaio e nonostante gli acciacchi dell’età non aveva mai perso l’ironia e l’orgoglio (qualcuno dice il “caratteraccio”) che l’hanno accompagnato per tutta la vita. Garau è stato un grande dei pedali. Dopo aver vinto tutto che c’era da vincere in Sardegna firmò il primo contratto da professionista con l’Audace di Cagliari. Nel 1961 il passaggio alla Vov e l’anno successivo alla Ignis-Moschettieri d’Italia. Nel 1963 altro passaggio di squadra con la maglia della Springoil e poi l’approdo alla Salvarani.
Garau ha corso con i più importanti nomi del ciclismo mondiale e, seppure penalizzato da uno spirito ribelle per quei tempi e dal fatto di dover fare il gregario ai tanti capitani con i quali ha lavorato, è riuscito a togliersi importanti soddisfazioni, tra le quali un terzo 3° posto alla Coppa Bernocchi, dietro Pierino Baffi e Nino Defilippis e tanti altri piazzamenti in gare titolate. Gli è mancato il successo tra i pro non lui non ne ha mai fatto una tragedia. In una delle ultime interviste alla Nuova si vantò di essere l’unico ciclista sardo ad avere concluso un Giro d’Italia. Non era ancora arrivato Aru col quale ora divide il record.
I funerali di Giovanni Garau saranno celebrati oggi alle 15,30 a Santa Giusta.
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