Troppi debiti, la Torres non ha speranze
A un punto morto il tentativo di Salvatore Sechi: «Quasi nessuno ha accettato di ridiscutere i crediti. Così è finita»
SASSARI. Cara Torres nessuno ti ama. E’ questa la prima considerazione al termine della due giorni di incontri e consulti al capezzale della società sassarese. Salvatore Sechi, l’imprenditore che aveva lanciato l’idea di costituire una sorta di “comitato di salvezza” per consentire alla squadra di concludere la stagione, ha toccato con mano il disinteresse o peggio, l’accanimento, nei confronti dei colori rossoblù. Sechi si era detto pronto a “sponsorizzare” la campagna di rafforzamento della squadra ma aveva posto alcune condizioni: l’unità di intenti con le diverse anime del tifo e la disponibilità dei creditori(tanti) a concedere ancora fiducia alla società. Con i tifosi non sembrano esserci stati problemi - almeno non irrisolvibili - ma i creditori hanno, quasi tutti, risposto picche. Anzi, ai debiti che già si conoscevano se ne sono aggiunti altri. Piccole somme che sommate diventano una montagna insuperabile anche per chi si era preparato alla scalata con le intenzioni migliori.
«Purtroppo – ha confermato Sechi – la situazione è più grave di quanto avessi previsto. Ho provato a sondare i creditori e, salvo un paio di eccezioni, mi sono trovato davanti a un muro di gomma. Tutti dicono di amare la Torres ma poi, messi alla prova, antepongono il denaro al cuore. Così è difficile anche solo ipotizzare un salvataggio».
E’ un addio definitivo alle speranze di salvezza? Di certo anche ieri avvocati e commercialisti hanno lavorato a tempo pieno per cercare una soluzione che eviti l’ennesino fallimento ma i risultati sono sconfortanti. «Il questo momento – spiega ancora Salvatore Sechi – è tecnicamente impossibile rilevare la società perchè non si può approvare il bilancio senza rendersi complici di un falso e non si può neanche dare una aiuto esterno, come avevo cercato di fare, perchè qualsiasi contributo economico rischia di essere vanificato dai decreti ingiuntivi già in essere e da quelli che arriveranno nelle prossime settimane. Speravo di trovare un po’ di comprensione ma da questo punto di vista le porte sono tutte chiuse. La soluzione? Al momento non sembrano essercene e anche gli avvocati mi hanno suggerito di fermarmi. E’ un peccato perchè il mio era un tentativo per difendere la dignità di un nome che rappresenta l’intera città. Purtroppo è stata proprio la città – con l’eccezione di tifosi – a voltare la testa da un’altra parte».
La palla torna adesso tra i piedi di Daniele Piraino e le speranze, che solo qualche giorno fa sembravano farsi concrete, si riducono al lumicino.
Un esempio vale più di qualsiasi parola: ieri la società ha annunciato l’arrivo a Sassari del centrocampista argentino Jose Cianni, classe 1984, proveniente dalla Recanatese ma con un passato tra i professionisti. Il giocatore ha disputato l’allenamento con i nuovi compagni poi ha fiutato l’aria e ha chiesto un colloquio a Sechi e ad Antonio Carboni (altro appassionato che ha tentato di salvare il salvabile). I due hanno offerto garanzie personali (pare anche un posto di lavoro) ma il ragazzo ha rifiutato e questa mattina prenderà il primo volo per Roma. Sull’aereo non sarà solo perchè pare che anche Simonetti e Varriale abbiano chiesto di essere svincolati e siano alla ricerca di un campo di atterraggio.
Se è così per la Torres sarà difficile non solo concludere la stagione ma anche scendere in campo domenica ad Avezzano. Che squadra potrà schierare Giuseppe Misiti? E con che spirito i rossoblù affronteranno la trasferta?
Intanto Piraino sembra sempre più deciso portare il “caso Torres” sulla scrivania del Procuratore della Repubblica. Da solo e senza disponibilità economiche il suo potrebbe essere il primo gesto sensato in sei mesi di presidenza. Vedremo se sarà così o se, nelle prossime ore, salterà fuori qualche altra sorpresa.
Antonio Ledà
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