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Pasquini è furente: «Perfetti per 20’, poi ci siamo disuniti»

dall’inviato
Pasquini è furente: «Perfetti per 20’, poi ci siamo disuniti»

Per il coach biancoblù ha vinto il team che ha meritato «Calo fisico nella ripresa? No, problema tecnico-tattico»

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CAPO D’ORLANDO. «Abbiamo eseguito alla perfezione il piano partita per metà gara. Poi ci siamo messi a fare altro e siamo caduti nella loro rete». In sala stampa Federico Pasquini parla velocissimo, come se volesse togliersi un peso da dentro. «Ha vinto la squadra che ha meritato di più – dice a fine gara il coach della Dinamo –. È stata una partita divisa completamente, nel primo tempo abbiamo dato palla dentro per cercare soluzioni interno o scarichi fuori. Conosciamo bene le caratteristiche della Betaland: in casa giocano con grande aggressività, e per questo serviva sfruttare le spaziature. Sul +17 ci siamo disuniti, abbiamo attaccato solo in maniera perimetrale, siamo cascati completamente nel loro piano partita. Si sono svegliati insieme al pubblico, e noi nel secondo tempo abbiamo fatto 7/27 al tiro. Non abbiamo fatto abbastanza per vincere questa partita».

La Dinamo ha avuto anche un calo fisico? «Non mi attacco minimamente a quello. Abbiamo fatto 20’ tatticamente perfetti. Il nostro problema nel secondo tempo è stato di natura tecnico-tattica, non fisica, anche se facciamo tanti viaggi e giochiamo due volte alla settimana. Non c’è molto da salvare, perché la qualità del gioco avuta per 35’ non ci ha portato a niente. Dopo essere stati avanti di 17, per come siamo strutturati non ci possiamo permettere di uscire completamente dal piano gara. Gli arbitri? Abbiamo tirato un solo tiro libero in 39’ e questo è strano, ma non bisogna sprecare alcuna energia per questi discorsi. Ci ha penalizzato il nostro sgretolarci di squadra, non avevamo più bilanciamento offensivo».

La Dinamo comunque ha dato l’impressione di voler cercare di dare palla in post, ma i siciliani hanno difeso bene. «Sino a che avevamo il 5 classico, con Lydeka o Olaseni, l’area era aperta: quando abbiamo perso un po' il filo ho giocato con i 4. Ma un conto è guardare la linea di passaggio, un’altra cosa è essere convinti di poterla dare. Quell’aggressività Capo d'Orlando l’ha avuta quando si è riavvicinata, ma prima non abbiamo fatto ciò che dovevamo fare». Infine l’esclusione di Devecchi: «D’Ercole era molto in partita – dice il coach – e ci serviva più playmaking, quindi ho scelto di continuare su di lui». (a.si.)

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