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Luca Manca riabbraccia la sua Dakar

di Giovanni Dessole
Luca Manca riabbraccia la sua Dakar

Sette anni dopo il grave incidente in Cile il pilota sassarese si rimette in gioco: «Ho superato tanti test, sono pronto»

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SASSARI. Luca Manca, Sette anni dopo, ancora in sella. Sette anni dopo il brutto incidente alla Dakar 2010, in Cile. Sette anni dopo alla Dakar, partecipazione conquistata sul campo, con il numero 99 sulle spalle e la voglia di essere protagonista.

Luca Manca è testardo, non scende a compromessi, dedica tempo, sudore e passione al suo lavoro. Partenza dal Paraguay, in Sudamerica il 2 gennaio, arrivo fissato a Buenos Aires in Argentina 12 giorni dopo. Novemila chilometri di tracciato, primi tre giorni “altitudine”, poi l'attacco. È sostenuto dalla sua famiglia – presente in sala ieri durante il saluto alla Camera di commercio di Sassari - dal fratello Alessandro Manca, già protagonista del grande basket sassarese, da tanti amici e sostenitori.

«Molti sono rimasti increduli alla notizia del mio rientro, pensavano che dopo l'incidente non mi sarei ripreso – dice il motociclista sassarese -. Bisognerà cercare di dimostrare a tutti che sono pronto. Ho superato tanti test, compreso quello con la mia famiglia – sorride -. Ma quando ti addormenti dopo una giornata alla Dakar, dopo che hai fatto il tuo, è bello. Se hai fatto una Dakar hai sempre voglia di tornare».

Sino a maggio Luca Manca aveva tanti sogni ma poche promesse. Tanta la fatica fatta per mettere assieme il budget. Coldiretti e alcune aziende agricole del territorio sono sponsor dell'avventura. «Luca Manca incarna lo spirito della sardità. Come Coldiretti non facciamo sponsorizzazioni per nostra scelta, ma abbiamo creduto in questa iniziativa per la determinazione che trapela dallo sguardo di Luca» dice Battista Cualbu, presidente Coldiretti.

La Parigi Dakar, la sfida più grande. Un video realizzato sul territorio di Ollolai da Marco Tolu con Salvatore Madau mostra immagini evocative e intrise di un'Isola che orgogliosa accetta la sfida. «Torno alla Dakar grazie agli amici che mi hanno sempre aiutato, a tornare in sella e a trovare un budget. Si dice che sarà la Dakar più dura degli ultimi anni, si corre oltre i 4000 metri» afferma Manca, «il corpo dovrà abituarsi all'altitudine, poi si potrà pensare a correre. A divertirsi. Arrivare forti e in buone condizioni psico fisiche ad ogni traguardo. C'è voglia di far bene. Voglia di riscatto. Andare piano? Beh, l'ho promesso a mia miglia». Le difficoltà? «Gara dura. Mai corso sotto gli effetti dell'altitudine ma mi sono allenato con una particolare maschera che riproduce quelle condizioni. Paesi come Paraguay sono polverosi, ma con temporali equatoriali. Ci potrebbero essere allagamenti, fiumi in piena – prosegue -. L'emozione c'è, il deserto, partire presto la mattina, viaggiare di notte, le dune. Dovrò restare concentrato alla guida, senza volare troppo con la mente». La sua moto è già partita, Luca Manca partirà invece il 28 dicembre. Rientro previsto nella notte del 16 gennaio.

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