L’Olbia col Renate vuole calare il tris
Serie C. Oggi (ore 14.30) al Nespoli i bianchi ospitano il team dell’ex Foschi e inseguono il terzo successo consecutivo
OLBIA. La terza, l’Olbia, non l’ha mai messa. Mai tre vittorie di fila, nel girone d’andata della serie C: la striscia si è fermata, in due occasioni, a due successi consecutivi (Tuttocuoio e Viterbese e Siena e Arezzo). Che sia oggi la giornata giusta per abbattere questo limite? Al Nespoli arriva il Renate dell’ex Luciano Foschi, una squadra non irresistibile in trasferta: una sola vittoria (il 14 settembre, contro la Racing Roma), quattro pareggi e quattro sconfitte. Come sempre, l’Olbia giocherà per vincere, come ha confermato anche ieri l’allenatore Michele Mignani.
Sarebbe il modo migliore per cominciare il girone di ritorno, per vendicare la sconfitta dell’andata (2-1, sul campo di Meda, con i galluresi timidissimi per l’emozione) e per scavalcare i brianzoli (il Renate ha 29 punti, l’Olbia 27). Tre buoni motivi, anche in questo caso, per mettere i tre punti sotto l’albero. È l’unico regalo che Mignani vuole, non colpi di mercato: così, almeno, dice nella conferenza stampa prima della sfida ordierna al Nespoli (ore 14,30). Per aggiustare l’Olbia ci sarà tempo (tutto gennaio), sempre che ci sia la volontà (l’allenatore ha detto che questa è una materia societaria, non sua).
L’Olbia, intanto, si ripara da sé: Geroni, squalificato e dunque assente contro l’Arezzo, è di nuovo a disposizione; Cossu, che contro gli aretini è andato in panchina per via di un infortunio, si è allenatore regolarmente. Tutt’e due sono arruolati, resta da capire - e l’allenatore lo decide poche ore prima della partita - chi partirà dal primo minuto. A occhio, Geroni sì. Cossu pure, ma con qualche incertezza in più. «Andrea sta bene, sta migliorando - ha detto l’allenatore -; bisogna vedere che cosa è meglio fare per lui». Se Cossu se la sentirà - e se la sente - sarà titolare. Il centrocampo tornerà a essere così il reparto più competitivo. Anzi, c’è persino l’imbarazzo della scelta. Geroni è quasi (quasi, meglio ripeterlo) insosistuibile come regista. Muroni, da mezzala, sta andando benissimo, è in continuo miglioramento (anche se, da regista, ha dimostrato di saperci fare). Piredda, come mezzala, è intoccabile: rispetto all’inizio del campionato, è pure migliorato dal punto di vista caratteriale, e infatti sta prendendo meno ammonizioni. Cossu è Cossu: unico nel suo ruolo. Non caso, sui social, gira voce che il Cagliari se lo voglia riprendere; un’ipotesi che l’Olbia smentisce.
Ma al quartetto titolare, ora, vanno aggiunti due giocatori: Feola, recuperato dopo una stagione iniziata bene (titolare proprio contro il Renate) e poi caratterizzata da un lungo infortunio; e Tetteh, che contro l’Arezzo ha disputato, nonostante i suoi 17 anni, una partita maiuscola. «Tetteh giocherà? È meglio la continuità? O è meglio aspettare che torni il suo turno?»: queste sono le due domande che Mignani si è fatto, per rispondere a quelle dei cronisti. L’impressione è che, avendo fornito prove altalenanti, oggi Tetteh non sia titolare contro una squadra, il Renate, che è ben strutturata.
«Il Renate è una squadra che mi piace - ha ammesso Mignani -. È molto migliorata, è aggressiva, ha un centrocampo e un attacco che pressano molto. Come dico sempre, non guardo la classifica. Come ripeto sempre, non è un esame di maturità. Quelli, nel calcio, ci sono ogni domenica, per ogni squadra. So che, sull’Olbia, ora ci sono aspettative: è giusto. Quello che voglio io è che la squadra giochi determinata, per provare a vincere, per migliorarsi sempre di più. Poi, la vittoria può arrivare o può sfumare per un episodio, ma l’importante è l’atteggiamento. E su questo posso dire che lOlbia - ha concluso Mignani - ha fatto progressi; molti giocatori sono migliorati dall’inizio della stagione. Dobbiamo continuare così. (g.pi.)
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