Melchiorri il navigatore e i troppi vuoti sulle tribune dello stadio Sant’Elia
Oh, capitano! Daniele Dessena, amore e passione rossoblù. Ma serve anche la testa. A Torino, espulso per aver sfiorato l'arbitro Mariani, con l'intento di evitare il "giallo" a Farias. Ieri a...
Oh, capitano! Daniele Dessena, amore e passione rossoblù. Ma serve anche la testa. A Torino, espulso per aver sfiorato l'arbitro Mariani, con l'intento di evitare il "giallo" a Farias. Ieri a Cagliari contro il Sassuolo, Pellegrini parte da metà campo, lui gli corricchia dietro. Forse, zoppica. L’allenatore rossoblù Rastelli chiama Borriello. Dessena non ci sta: non passa dalla panca, butta la fascia, scalcia i cartelloni pubblicitari. Brutta storia.
Attaccamento. Supertifosi dal cuore rossoblù. Quasi sempre col ditino all'insù. Pronti legittimamente a criticare. Però, meglio divano e tv. O il bar-trattoria sotto casa. Sono stati soltanto 2.500 i biglietti venduti per la gara di ieri, quella più delicata. Per capirci: a Palermo, quasi in serie B da tre mesi, ieri sera per la sfida al Pescara sulle tribune erano in 15mila. Ragionate gente, ragionate.
Rivoluzione. Dal modulo agli interpreti. I cinque giorni di clausura portano Massimo Rastelli a ribaltare il tavolo. Chiede testa e agonismo. Più rispetto e orgoglio. Se si deve cadere, meglio provare a giocarla con chi sta meglio e ci crede. Una prova di dignità. Comunque vada a finire.
Cara Tirrenia. Crociera con centravanti a bordo. Federico Melchiorri, in nave da Civitavecchia a Cagliari. Continuità territoriale o meno, la punta maceratese martedì sera non ha trovato posto in aereo. Da qui, la traversata del Tirreno. Tra selfie e pacche dei passeggeri. Sigh.
Mario Frongia
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