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Al Milan la Supercoppa nel deserto

Al Milan la Supercoppa nel deserto

I rossoneri vincono a Doha il primo trofeo stagionale battendo la Juventus ai rigori, come a Manchester nel 2003

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DOHA. Il 2016 si chiude all’insegna del Milan. I rossoneri di Vincenzo Montella si impongono nella Supercoppa Italiana allo Jassim Bin Hamad Stadium di Doha, battendo la Juventus 5-4 al termine dei calci di rigore. Decisivo il rigore parato da Gigio Donnarumma a Dybala, poi Pasalic ha segnato per i rossoneri quello decisivo. Proprio come nella finale di Champions League del 2003, il Milan si impone dunque ai rigori.

È la Juventus a prendere per prima le redini del gioco, facendo valere la sua maggiore fisicità ed arrivando per tre volte alla conclusione con Sturaro, Mandzukic ed Alex Sandro nei primi dieci minuti. Donnarumma si supera al 17’, quando è molto bravo ad opporsi ad un’incursione di Sturaro dopo una sponda (forse fallosa) di Mandzukic. Sul calcio d’angolo successivo però, il portiere del Milan non può niente sulla conclusione di Chiellini, bravo ad anticipare il suo marcatore Romagnoli. Il Milan prova a reagire con Suso, ma il suo tiro a girare dalla destra finisce fuori di poco. Il gol riesce a scuotere il Milan sul piano del gioco, ma non dal punto di vista delle occasioni da rete, anche perchè gli attaccanti rossoneri sembrano avere le polveri bagnate. A 7 minuti dal termine della prima frazione di gioco però, i rossoneri pareggiano: discesa sulla destra di Suso e palla a girare in area, con Bonaventura che è bravissimo ad anticipare di testa Rugani e Lichtsteiner e ad infilare Buffon. La Juve non ci sta e prova a colpire con Sturaro, ma la sua conclusione viene miracolosamente deviata in corner da Abate.

Nella ripresa i ritmi sembrano più blandi, ma è il Milan ad accenderla dopo 10 minuti, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Romagnoli colpisce una clamorosa traversa. Immediata risposta della Juve, con un gran tiro da fuori area di Khedira e prodezza di Donnarumma in corner. Ci provano ancora i rossoneri sulla corsia di destra, con Kucka che si inventa un cross rasoterra sul quale Bacca non riesce ad arrivare. Molto più Milan che Juve, in questa fase, tanto che Allegri decide di giocarsi la carta Dybala per Pjanic. Mossa coraggiosa quella del tecnico bianconero che affianca la Joya a Higuain e Mandzukic. Alla mezz’ora proprio Dybala, servito da Marchisio da fuori area, fa partire un tiro fortissimo di sinistro che si perde per pochi centimetri a lato. L’argentino ci prova pochi minuti più tardi e questa volta il portiere del Milan para in due tempi. A dieci minuti dal termine, sul primo guizzo della partita di Bacca di testa su cross dell’imprendibile Suso, è Buffon a mano aperta a negare al Milan il vantaggio. Si arriva così ai tempi supplementari, che si aprono con un’occasione colossale sciupata da Bacca, che sull’ennesima iniziativa di Suso, tutto solo davanti a Buffon stoppa il pallone invece che tirare. La Juventus è sulle gambe e il Milan la chiude nella propria metà campo. Con il passare dei minuti le energie calano per tutti e torna a rifarsi viva la Juventus che segna con Evra, ma l’arbitro annulla giustamente per un netto fuorigioco. Il match point a tre minuti dal termine capita sui piedi di Dybala, ma la sua conclusione da ottima posizione finisce clamorosamente alta. Prova a rifarsi dell’errore l’argentino a un minuto dalla fine, ma sulla sua conclusione è Donnarumma a dire di no. Si arriva quindi ai calci di rigore, dove dopo gli errori di Mandzukic e Lapadula, Donnarumma para un grande rigore a Dybala, mentre Pasalic segna la rete che vale il 29° titolo dell’era Berlusconi.

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