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Cagliari, Giulini è deluso e sta pensando all’addio

di Roberto Muretto
Cagliari, Giulini è deluso e sta pensando all’addio

Il presidente riflette sulla possibilità di cedere il club. Pugno di ferro con i “ribelli” Dessena e Sau che saranno multati

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CAGLIARI. Solo uno sfogo o la voglia di lasciare davvero il Cagliari? Tommaso Giulini è contrariato deluso. Il presidente si sta convincendo che questo tipo di calcio non lo rappresenta, tanto da essere tentato dall’idea di cedere il club. I contrasti nello spogliatoio, con una parte dei giocatori apertamente schierati contro l’allenatore, una tifoseria che sta esagerando con le critiche e contesta apertamente nonostante la squadra sta navigando verso una tranquilla salvezza.

Una tensione che non si allenata. Tutti problemi che il presidente forse si è stancato di affrontare. I prossimi giorni o forse è meglio dire mesi, chiariranno se si tratta di un malessere passeggero, oppure Giulini vuole mettere fine alla sua avventura nel pallone. Nel frattempo il presidente del Cagliari ha fatto la sua scelta: è schierato dalla parte dell’allenatore ed è pronto, se necessario, ad usare il pugno di ferro. Il presidente non ha intenzione di tollerare mancanze di rispetto nei confronti di Massimo Rastelli. Multe in arrivo per i “ribelli” Daniele Dessena e Marco Sau. Il capitano e il vice hanno contestato platealmente la sostituzione (il primo gettando per terra la fascia, il secondo evitando di dare la mano al mister), gesti da condannare e ancora è più gravi perchè vedono protagonisti due simboli di questa squadra, due punti di riferimento nello spogliatoio. Uomini che dovrebbero aiutare il mister nei momenti difficili e non complicargli la vita.

Chiarimento. Rastelli a caldo ha minimizzato. Per un attimo si è rimesso pantaloncini e maglietta ed ha provato a smorzare i toni dicendo: «Sono stato calciatore anch’io». Ma è chiaro che non ha apprezzato e ieri, nel chiuso dello spogliatoio, ha sicuramente chiarito l’accaduto con i diretti interessati. L’allenatore sa benissimo che l’unità del gruppo è fondamentale. È stata l’arma vincente nella scorsa stagione. Sapere che la società è con lui gli dà autorevolezza, anche se il suo destino resta legato ai risultati. Il suo dovrà essere un lavoro fatto in punta di piedi per ricompattare la squadra e rimettere a posto le cose che non funzionano.

La società. Tommaso Giulini ieri mattina è tornato a Milano. Ma sembra che prima di partire il patron abbia cercato di approfondire su eventuali spaccature all’interno dello spogliatoio. Forse ha anche sentito qualcuno dei giocatori per farsi un’idea più precisa. Una mattinata nella quale si è consultato con i suoi più stretti collaboratori e alla fine la decisione di andare avanti con Massimo Rastelli, allenatore il cui bilancio è complessivamente positivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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