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Giulini è più sereno ma l’addio al Cagliari resta una possibilità

di Roberto Muretto
Giulini è più sereno ma l’addio al Cagliari resta una possibilità

Il presidente è rimasto deluso per gli insulti dei tifosi Ma Rastelli deve ricompattare uno spogliatoio diviso

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CAGLIARI. Forse Tommaso Giulini si è fatto prendere da un momento di sconforto quando si è lasciato sfuggire la frase: «Sto prendendo in considerazione l’idea di cedere la società». Parole forti, dettate più dalla rabbia che dal cuore. Il presidente del Cagliari fa fatica a capire i motivi per cui i tifosi sono così critici con una squadra reduce dalla vittoria del torneo di serie B, che quest’anno ha messo in cassaforte 23 punti in 18 gare, ed ha un vantaggio importante (13 lunghezze) sulla terz’ultima. Ma fa ancora più fatica a capire perchè nello spogliatoio rossoblù, la cui unità è stata l’arma vincente della scorsa stagione, si sono aperte pericolose crepe che rischiano di alimentare tensioni e rendere tutto più complicato.

Riflessioni. Il patron ha volutamente mandato un chiaro messaggio a tutto l’ambiente che riassume il suo pensiero: ho entusiasmo, tanti progetti per il futuro, sono pronto a fare investimenti importanti, in primis il nuovo stadio. Ma basta con le polemiche interne ed esterne, perchè in un calcio così non mi riconosco e preferisco lasciar perdere. Il quadro della situazione è più o meno questo. Il gesto di scuse fatto da Marco Sau verso l’allenatore può diventare il primo passo per ricomporre le fratture e ridare a Tommaso Giulini quella carica che improvvisamente ha smarrito. Difficile credere che il patron rossoblù voglia dire basta col pallone. Le vacanza trascorse in famiglia e alcuni segnali che gli sono arrivati da più parti, sicuramente lo hanno tranquillizzato. Giulini ha dimostrato di essere un uomo che non decide con la pancia. Lo fa con la testa, dopo aver riflettuto ed essersi consultati cone le persone fidate. Sarà così anche questa volta.

L’allenatore. Aver incassato per l’ennesima volta la fiducia della società lo mette in una posizione di forza. Le scelte di Massimo Rastelli hanno spaccato lo spogliatoio. Il mister ha avuto il coraggio e la personalità di far capire che non esistono intoccabili. «Io in discussione? Lo sono sempre, fa parte del mio lavoro. So benissimo che tutto dipende dai risultati». Che lo spogliatoio del Cagliari fosse una polveriera lo si era capito dopo il ko di Empoli. Mai Rastelli aveva disertato una conferenza stampa a fine partita. Al “Castellani” è successo e forse, a mente fredda, il tecnico non ha fatto la scelta sbagliata. «Avrei potuto dire cose di cui mi sarei potuto pentire dopo pochi secondi», ha spiegato. Rastelli, nonostante le rassicurazioni ricevute, sapeva che una sconfitta col Sassuolo sarebbe stata la pietra tombale sulla sua avventura in Sardegna. Ha superato l’esame, ha ricevuto una pacca sulle spalle dalla società, più che mai convinta di andare avanti con questo condottiero.

Lacune. Il tecnico del Cagliari deve risolvere in fretta un problema: la squadra subisce troppi gol. I numeri sono impietosi: 42 reti subite in 18 gare. Troppi. Neanche Zeman, le cui squadre solitamente sono facilmente perforabili, aveva fatto così male nella sua “tragica” esperienza nell’isola. La società farà qualcosa sul mercato. Forse un difensore centrale e forse anche un centrocampista che sia una via di mezzo tra un mediano e un costruttore di gioco. Due innesti per dare solidità a reparti che hanno mostrato di avere dei limiti. Gli infortuni hanno pesato ma Ionita e Joao Pedro hanno altre caratteristiche. Ecco perchè a gennaio ad Asseminello potrebbero esserci “facce nuove” e qualcuno che fa le valigie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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