Vitucci avverte: «Occhio agli stimoli di Sassari»
Solidità ed entusiasmo: i piemontesi sono una vera e propria mina vagante del campionato
SASSARI. Nel 2016-’17 l’Auxilum Torino ha cambiato motore, è passata alla Fiat e in accelerazione costante punta dritta al primo pit stop stagionale: la Final Eight di Coppa Italia di pallacanestro. La squadra di Frank Vitucci, dopo la salvezza conquistata in extremis nella stagione – la scorsa – del ritorno in serie A, ha cambiato volto e registro. È una mina vagante, Torino, caricata dall’entusiasmo di una piazza che vuole crederci e dall’impatto che giocatori come Washington e DJ Withe hanno sulla scena e sul campionato: a tratti devastante. Rispetto al 2015-’16 sono rimasti in maglia gialla solo il coach, Vitucci appunto, e il centro DJ Withe, due delle colonne portanti dell’attuale progetto del basket sotto la Mole. A completare l’asse play-centro è arrivato in Piemonte Chris Wright, atleta affetto da sclerosi multipla già visto in Italia a Varese e Pesaro, qualità e sostanza nelle mani di un giocatore che sa farsi rispettare e sa guidare la squadra. Altro volto noto alla ribalta della Lega A è Deron Washington, atletico, presente, energetico, positivo in addizione ai progetti messi in campo da Cremona e Pistoia, elemento che sa fare e sa far male in ogni zona del campo. A completare il quintetto due rookie del campionato tricolore; Jamil Wilson, ala forte di 26 anni uscito dalla Marquette di Travis Diener, e Tyler Harvey, 23enne dalla mano calda con spiccate doti da realizzatore. In panchina il promettente e interessante Mirza Alibegovic, due italiani come l’esperto Peppe Poeta (out nell’ultima gara) e Valerio Mazzola, mano educata e fisico da ala grande. A dare una mano c’è anche Davide Parente, mentre David Okeke e Abdel Fall sono passaportati italiani su cui Torino ha scelto di scommettere
«Quella di Sassari – dice Vitucci – è una squadra costruita con ambizioni importanti e forte di un roster adeguatamente attrezzato. Non sta rispondendo nei risultati secondo le attese ma il collettivo, ripeto, è di grandissimo livello. Loro avranno molti stimoli anche sotto il profilo emozionale e questo, abbinato alla forza di cui ho parlato, richiederà da parte nostra un’adeguata risposta. Dovremo farci trovare pronti».
Giovanni Dessole
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
