A Venezia serve una Dinamo disUmana
Dopo il botto col Torino i biancoblù tentano l’impresa sul campo della lanciatissima Reyer, che insidia il primato a Milano
SASSARI. L’occasione per dimostrare che quelli col Torino non erano solo botti di fine anno: domani per la prima gara del 2017 il calendario serve alla Dinamo un impegno che più difficile non sarebbe potuto essere, quello sul campo dell’Umana Venezia, rimasta sola al secondo posto della classifica della Lega A e con in testa l’idea di agganciare Milano per presentarsi alle Final eight di Coppa Italia con i galloni della capolista. Ma i sardi hanno assoluto bisogno di confermarsi con un’impresa per sbloccarsi definitivamente e non vogliono rischiare di doversi giocare tutto nella successiva gara interna con Caserta per prendersi una delle ultime poltrone utili per la F8. Il match del primo dell’anno si gioca al PalaTaliercio di Mestre con palla a due alle 18.15.
Gli orogranata del presidente Federico Casarin, un ex Dinamo tra i più amati che la storia del club ricordi, sono reduci dalla bellezza di sette vittorie di fila che hanno interrotto un periodo non troppo felice che aveva fatto preoccupare i loro tifosi. E addirittura nel gruppo di Champions League i lagunari sono al primo posto insieme al Le Mans Sarthe. Una stagione con i fiocchi.
Sassari però ha terminato un anno travagliato con un successo di quelli che è doveroso sfruttare in un momento interlocutorio come quello attraversato dalla formazione di coach Pasquini. Contro la Fiat Torino, anch’essa data come formazione in gran forma si è vista la squadra che da parecchio si aspettava, ferocemente lucida sin dai primi possessi, decisa in difesa e paziente e fredda in attacco nei momenti che contano. Col senno di poi è facile sminuire un successo di proporzioni difficilmente pronosticabili alla vigilia (anche se c’è chi lo fa).
Il tecnico dei sassaresi non si sbilancia, ma potrebbe confermare gli stessi che hanno stravinto con i piemontesi, lasciando quindi Carter e Olaseni in tribuna. Occorrerà un’altra gara super, senza sbavature, se è vero che la Reyer, nonostante tanti problemi di formazione dovuti a infortuni e acciacchi vari ha demolito a domicilio Varese con una partita difensiva molto attenta, arrivando sino al +27 a 2’ dalla fine del terzo quarto. De Raffaele dovrebbe recuperare Viggiano (rimasto a casa per influenza), mentre è da vedere se e come riuscirà a utilizzare Tonut, McGee, Ortner e Ariel Filloy, che ha giocato da adolescente a Sassari nelle file della Dinamo 2000. Nelle file veneziane anche un vero ex, il play MarQuez Haynes, reduce da un partitone a Varese insieme a Bramos e McGee e voglioso di dimostrare qualcosa in più rispetto alle deludenti prove in maglia sassarese che ne decretarono la cessione a metà dello scorso campionato. Con Haynes in quintetto potrebbero partire Mc Gee, Bramos, Peric e Hagins.
Contro la viceregina della Lega A, e non lo è a caso, il Banco di Sardegna dovrà mostrare la stessa aggressività e la stessa continuità messe in campo con Torino. Pasquini non si sbilancia sul quintetto iniziale e potrebbe anche confermare Bell, Devecchi, Lacey, Lydeka e Sacchetti, i cinque che con un impatto devastante hanno instradato la gara dai primi minuti. Consapevole che i vari Stipcevic, Savanovic, D’Ercole, Monaldi, Lawal e Johnson Odom hanno le qualità per mettere ognuno il proprio mattoncino. E che aprire il nuovo anno ripetendo l’impresa della scorsa stagione tra le stesse mura darebbe un altro senso a questa stagione.
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