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Il Tempio nel caos, primo in classifica ma senza un futuro

Il Tempio nel caos, primo in classifica ma senza un futuro

Otto giocatori se ne sono andati, gli altri aspettano i soldi Il presidente Pallotta resiste ma non ha più dirigenti

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TEMPIO. Parlare oggi in città della gloriosa Sef Tempio, (che dai fasti della serie C è precipitata sino alla Promozione regionale dove peraltro è prima in classifica), è come parlare di illibatezza in un bordello.

Tutti hanno qualcosa da dire, da svelare, da raccontare. In qualche caso, anche genericamente da fare. Stringendo il discorso però, ci si rende conto che l’argomento è sconosciuto. Nelle migliori delle ipotesi ci si incontra di fronte non a soluzioni concrete ma soluzioni assolutamente impraticabili.

«La speranza è l’ultima a morire - dichiara Amedeo Cassitta, nonostante tutto, ottimo ed invidiato allenatore degli azzurri -. La realtà vera è che da oltre tre mesi ormai, non riusciamo più a darci una risposta o a trovare rimedi a una situazione difficile da districare dopo che il presidente Marco Pallotta, è stato abbandonato da suoi dirigenti che hanno presentato le dimissioni, alcune già notificate ed altre da notificare entro la mattinata di oggi. Finora - dice ancora Cassita -, non abbiano visto un euro dei rimborsi concordati con Pallotta. Gli unici soldi che i giocatori sono riusciti a recuperare sono gli introiti di alcune partite che gli stessi i ragazzi sono riusciti a bloccare. A seguito del perdurare di questa situazione, otto giocatori, Kozeli, Milia, Fantasia, Soggia, Rusani, Piga, Luciano e Columbano, qualche settimana fa hanno abbandonato e sono tornati alla loro sede originale. Domenica prossima - continua l’allenatore -, riprende il campionato. Devo far fronte all’impegno con otto ragazzi della prima squadra e con atleti del settore giovanile. A questo punto non so proprio cosa fare. O giocare in simili condizioni, cercando di racimolare gli 8-10 punti che ancora mancano alla salvezza, o mollare tutto e lasciare che ognuno vada per la propria strada. Questa settimana - dice ancora Amedeo Cassita con scarsa fiducia e nessuna convinzione -, secondo Pallotta tutto dovrebbe risolversi almeno da punto di vista finanziario. E un dejà vu nel quale più nessuno crede».

Marco Pallotta, intanto, uomo solo al comando, ostinatamente continua a resistere. In attesa, da settembre. di un fantomatico bonifico in viaggio verso Tempio da lidi bancari sconosciuti. Imperturbabile alle critiche degli ex consiglieri, alle proteste dei tifosi e degli ultras, alle richieste dei giocatori e dei creditori e anche alle ingiunzioni dell’amministrazione comunale che il 9 dicembre scorso con una pesantissima lettera, totalmente inutile dal punto di vista giuridico, gli aveva tolto l’uso del Nino Manconi.

Angelo Mavuli

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