L’entusiasmo di Ilario Ierace: «Come Davide tra tanti Golia»
SASSARI. «Ci sono risultati che sembrano impossibili. E quello che ha ottenuto la Sport Full Time Sassari rientra a pieno titolo fra questi». Parole e musica di Ilario Ierace, presidente della Sport...
SASSARI. «Ci sono risultati che sembrano impossibili. E quello che ha ottenuto la Sport Full Time Sassari rientra a pieno titolo fra questi». Parole e musica di Ilario Ierace, presidente della Sport Full Time, che, fiero dei suoi ragazzi, si preoccupa prima di tutto che venga dato il giusto peso a un’impresa realmente definibile storica. «Centrare la qualificazione alla serie A significa per noi essere un Davide fra tanti Golia – prosegue con il suo consueto entusiasmo -, una piccola società di una provincia (in tutto ha lo stesso numero di piscine di una città media del Nord Italia) che compete con realtà espressione di metropoli come Milano, Roma, Torino. Questo può accadere solo se la passione, la determinazione, la capacità di ideare un progetto e poi di farlo crescere giorno dopo giorno riescono ad avere la meglio sui limiti».
Un traguardo che ha radici lontane, nel 1981, quando lo stesso Ierace avviò i corsi di nuoto nelle piscine comunali e fondò la Sport Full Time. Il primo risultato importante è datato 1988, con la qualificazione alla serie C. Nel 2000 fu il momento della prima medaglia ai campionati italiani giovanili, l’argento di Gavino Meloni nei 200 misti, il primo oro invece arrivò otto anni dopo con Gavinuccia Campus nei 200 rana juniores. Il primo decennio del 2000 fu un periodo d’oro per la società, arrivata a detenere oltre il 70% dei record sardi e a mandare nel 2007 ben venti atleti ai campionati nazionali giovanili.
Solo un breve periodo di flessione fra il 2012 ed il 2013, coinciso con la ristrutturazione delle piscine e un fisiologico cambio generazionale, poi la ripartenza verso nuovi traguardi. Non solo nel nuoto, perché nel frattempo la Sport Full Time è diventata una polisportiva, e nel pentathlon annovera un atleta di livello assoluto come Fabio Poddighe, pluricampione italiano e punto fermo della nazionale, mentre nella scherma in pochi anni è diventata una realtà consolidata a livello regionale. «Tutto nasce in ogni caso da una società che si è evoluta nel corso del tempo – conclude Ierace – formando oltre mille agonisti e coinvolgendo tantissimi dirigenti, tecnici, genitori e appassionati, ai quali va il nostro sentito più ringraziamento. Impossibile ricordarli tutti, ma ognuno di loro deve sapere che se siamo arrivati fin qui è anche per merito suo». (f.f.)
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