La Nuova Sardegna

Sport

Sul podio sardo sale la fatica

di Mario Carta
Sul podio sardo sale la fatica

La giuria fra i grandi del 2016 mette Guttuso (nuoto), Aru (ciclismo) e Oppo (canottaggio)

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sono la determinazione, l’impegno e la volontà a salire sul podio dello sportivo sardo dell’anno 2016. E’ la fatica della quale ora si raccolgono i frutti ad essere premiata dalla giuria di uomini di sport ai quali si è rivolta la Nuova Sardegna per stilare un bilancio dell’anno sportivo che si è appena concluso.

Due primi e due secondi posti ex aequo, e il terzo lì a un passo. In due punticini la summa di una stagione che ha regalato all’isola nuovo orgoglio, e la conferma che anche da questi parti si può emergere.

Paratriathlon, nuoto, ciclismo e canottaggio ai primi posti. Sono le discipline più massacranti, quelle – con la boxe – nelle quali il talento da solo non regala niente. Sono la metafora di un’isola che deve fare da sé, non arrangiandosi ma lottando, come gli sportivi che per emergere hanno dovuto passare il mare.

Al primo posto Giovanni Achenza, unica medaglia sarda ai Giochi di Rio de Janeiro, bronzo nel paratriathlon. Ha lo stesso punteggio del nuotatore Giuseppe Guttuso, ma i tre 10 netti che ha avuto lo fanno emergere su tutti, simbolo oltretutto di un movimento paralimpico che anche nell’isola spinge per crescere in tutte le discipline.

I giurati per dovere di bandiera o per cultura e storia personale hanno diversificato non poco le loro preferenze, ma alla fine tirate le somme l’equilibrio è stato notevole.

Staccati di un punto, al secondo posto alla pari, Fabio Aru e Stefano Oppo, la forza delle gambe e quella delle braccia. Entrambi a Rio ed entrambi strepitosi, il ciclista di Vilacidro sesto e il canottiere di Oristano quarto. Sul terzo gradino del podio l’attaccante Marco Sau, simbolo di un Cagliari sempre nel cuore dei sardi, e di nuovo in serie A. Altro stimolo per l’isola che dallo sport può trarre motivazioni.

Come quelle che sprizzano dal doppio tricolore dell’Amsicora Cagliari di hockey su prato, unici tricolori sardi dell’anno passato, e dalla maglia azzurra della giovanissima pallavolista Alessia Orro e dal portierone della Torres Tore Pinna che a 40 anni con un filo di pancetta torna in campo si rimbocca la maniche per dare una mano ai suoi colori in un momento di crisi.

Anche questa è la Sardegna, quella di Omar Magliona che in salita (ma con il motore) va sempre più veloce, e quella della Dinamo di Stefano Sardara. Beati gli ultimi, quando fanno i dirigenti sportivi. Il loro ruolo è quello di stare dietro le quinte per far brillare i campioni, e anche in questo l’indiscusso numero uno del basket sardo è stato abilissimo, mentre la sua squadra continua a tenere alta in Italia e in Europa il nome della Sardegna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative