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Una Dinamo da corsa supera anche l’Aek

di Andrea Sini
Una Dinamo da corsa supera anche l’Aek

Vittoria allo sprint in una gara sporcata dal gesto di due tifosi

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SASSARI. Non provateci con questa Dinamo. Non provate a sfidarla sul talento, perché saprà come rispondere. Non provate a picchiarla, perché picchierà più duro, e non provate più a trascinarla all’ultimo tiro: ormai ha imparato la lezione e sa come si vince. Dalla Fiat Torino al Taliercio di Venezia, sino all’Aek Atene: la squadra di Pasquini ottiene la terza vittoria in otto giorni superando allo sprint i greci di coach Zdovc per 80-78 nella quart’ultima giornata dei gironi di Champions league. Una vittoria bella e soffertissima, contro una squadra che all’andata aveva letteralmente piallato i sassaresi, con un finale talmente nervoso da partare un giocatore greco, Ukic, a contatto con alcuni tifosi seduti in parterre sullo slancio di un’azione decisiva.

Nuovi assetti. Con Devecchi infortunato, Pasquini manda a sorpresa in quintetto Monaldi, insieme a Bell, Lacey, Sacchetti e Lydeka. La Dinamo arranca in attacco, mentre l’Aek fa cose essenziali e dopo 2’53" è già volato a +9 (2-11 con la tripla di Ukic).

Tira e molla. La Dinamo si riaccende con le triple: Bell (due volte), Monaldi e Lacey cambiano la partita con un controbreak di 14-3, che consente ai sassaresi di arrivare alla prima sirena sul 26-24. La Dinamo, che ha già ruotato dieci uomini, riparte benissimo ed è in piena fiducia: al 13’ il vantaggio è di 8 punti (34-26). Lawal sbaglia da sotto il canestro del +10 e i greci riprendono coraggio, con un contro-break di 6-0 che li riporta in partita (34-32). Si procede a strattoni e a “tirare” sono prima Lacey e Lydeka (41-36 a 4’30" dal riposo), poi Sakota (41-40 a 3’50”). Il Banco registra la difesa aiutata dall’Aek, che fallisce per quattro volte di fila il canestro del sorpasso. Da una situazione di imbarazzante confusione viene fuori Bell con due prodezze da lontano che fruttano il nuovo +7 (47-40), prima che tre difese "alla morte" e un guizzo di Sacchetti (canestro in tap-in quasi sulla sirena) portino le squadre al riposo sul 51-42. Pasquini ripropone lo stesso quintetto dell’avvio e il risultato non è molto diverso: l’Aek ha un’altra carica, la Dinamo si incarta in attacco, restando a secco per 4’35” e i greci, tra un errore e l’altro (e con un antisportivo fischiato a Lydeka), piazzano un break di 0-9 che riporta il match in parità a quota 51. Pasquini chiede timeout e l’incantesimo si spezza finalmente con una tripla di platino firmata da Sacchetti, al quale risponde subito Dixon.

Senza esclusione di colpi. Gli arbitri perdono il controllo del match, le aree diventano vere e proprie tonnare e avvicinarsi a canestro diventa problematico. Così il canestro in svitamento di Savanovic e la tripla di Johnson Odom diventano preziosissimi. Alla terza sirena la Dinamo è avanti 64-60, ma ancora più importante è la scossetta data in avvio di ultima frazione da Lawal e Djo (ancora una tripla), per il 69-60 a 8’44” inizia a pesare. L’Aek si aggrappa a Ukic e risale a -3 (71-68), Pasquini ripesca Bell e Lydeka e sono proprio i due nuovi entrati, in un frangente in cui nessuno fa canestro, a strappare applausi per il (73-68) a 4’13”. Ukic e Dixon firmano il 75-72 a 1’55”, i sassaresi stringono i denti in difesa e in mezzo a mille legnate impunite Savanovic tira fuori l’ennesimo colpo di classe (77-72 a 36”). Non è finita, perché negli ultimi 25” succede di tutto: l’Aek infile due bombe, Stipcevic sulla lunetta è glaciale ma a 5”, sul 79-78, viene spinto fuori campo sulla rimesssa. I greci danno palla a Ukic che pesta la linea e sullo slancio finisce per spintonarsi con alcuni tifosi del parterre. In mezzo al caos più completo, Stipcevic va ancora in lunetta a 1” e fa la cosa più saggia: segna il primo e sbaglia apposta il secondo. Non provateci con la Dinamo: ora sa davvero come si vince.

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