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Ukic come Sosa, ma la violenza non ha mai abitato al palazzetto

Ukic come Sosa, ma la violenza non ha mai abitato al palazzetto

SASSARI. Calci, sputi e colpi di testa non abitano qui. E se ci sono stati, hanno visto la Dinamo come protagonista passiva, o come vittima. L’episodio di mercoledì sera, con due tifosi sassaresi...

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SASSARI. Calci, sputi e colpi di testa non abitano qui. E se ci sono stati, hanno visto la Dinamo come protagonista passiva, o come vittima. L’episodio di mercoledì sera, con due tifosi sassaresi venuti a contatto con un giocatore dell’Aek Atene, ha richiamato alla mente di molti quanto avvenuto durante gara7 della finale scudetto del 2015 al PalaBigi. In quel caso Edgar Sosa entrò in contatto con un tifoso di Reggio Emilia seduto a bordo campo, ricevendo uno schiaffo sul viso e successivamente un fallo tecnico, da regolamento, per avere reagito. L’episodio ebbe molta risonanza a livello nazionale ma le forze dell’ordine emiliane non applicarono alcuna sanzione. Poco tempo dopo, lo stesso tifoso si vide invece comminare un Daspo da parte della questura di Sassari per un episodio che era avvenuto al PalaSerradimigni durante gara6: intento a tagliare del formaggio a bordo campo con un coltello, il tifoso si era rifiutato di consegnare la lama agli steward sassaresi, scatenando un parapiglia durato alcuni minuti.

Nella “infame” gara6 di Cantù, nel 2013, in una situazione analoga a quella che ha visto come vittima Ukic, Drake Diener – finito a terra – ricevette un calcio da un tifoso seduto in prima fila; nel frattempo Travis Diener a centrocampo veniva sfiorato da una mazza da tamburo e dopo la pioggia di monete proveniente dagli spalti il dirigente Giovanni Cherchi dovette essere medicato per un taglio alla testa.

Situazioni per fortuna mai viste al PalaSerradimigni, dove le recinzioni tra campo e spalti non esistono, in campo non piove da decenni neppure una pallina di carta e i tifosi ospiti vengono sistemati a pochi passi dai tifosi di casa, senza alcuna barriera. Nella storia del basket sassarese si ricorda un solo Daspo, tra l’altro per un episodio ai limiti della comicità, con una tifosa responsabile di essersi abbassata i pantaloni per mostrare il fondo schiena al pullman dell’Olimpia Milano a fine gara. (a.si.)

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