Cagliari beffato dal Milan all’88’
Bacca (il peggiore in campo) risolve la partita grazie a un rimpallo. Espulso Alves nel finale
INVIATO A MILANO. Una beffa. Sì, proprio una beffa quella subita dal Cagliari al “Meazza”. Il Milan risolve con Bacca (il peggiore in campo fino a quel momento) all’88’, complici una serie di rimpalli favorevoli e una buona dose di responsabilità di Bruno Alves (espulso nel recupero), una partita che non avrebbe meritato di vincere. I rossoblù hanno interpretato benissimo la gara, concedendo il minimo indispensabile agli avversari. Rastelli l’aveva proprio studiata bene e anche il modulo proposto (4-4-2, cambiato in 4-3-3 e in 4-1-4-1 durante i 90’) si è rivelato giusto perché Niang è stato ingabbiato bene, i duelli a centrocampo hanno visto spesso vincitori i sardi e solo Suso a destra, ha creato problemi alla difesa cagliaritana, che ieri non ha ballato come altre volte. Se si guarda oltre il ko, anche se è faticosissimo farlo, i segnali sono positivi. Il tecnico rossoblù, dopo aver studiato a lungo, ha forse trovato la formula per dare maggiore copertura al reparto arretrato. Resta l'amaro in bocca e non sarà semplice addolcire la pillola. Ma se il Cagliari è quello visto ieri, non farà nessuna fatica a mettere insieme i punti che mancano per festeggiare la salvezza.
Sorpresa. Non c’è Joao Pedro nella formazione titolare del Cagliari. Rastelli decide di mandare in campo una squadra più prudente e sceglie di cambiare modulo e schierare la squadra col 4-4-2, con Barella e Isla sulle corsie, Di Gennaro e Dessena in mezzo al campo. Non è un segnale da interpretare come rinunciatario, il problema è che i rossoneri hanno dei giocatori letali sulle corsie e il tecnico rossoblù preferisce garantirsi una maggiore copertura. In difesa Pisacane torna a fare il terzino destro, a sinistra gioca Capuano. Montella manda in campo la formazione annunciata. Nel tridente ci sono Bacca e Niang, oltre a Suso annunciato in forma spettacolare. Spazio a Pasalic a centrocampo, l’uomo che a Doha ha segnato il rigore valso la conquista della Supercoppa a spese della Juventus.
Sofferenza e ordine. È il Milan a fare la partita. Il Cagliari si difende e basta. Nei primi 20’ supera una sola volta la metà campo. I rossoneri non creano pericoli ma hanno sempre il pallino del gioco e schiacciano all’indietro la squadra di Rastelli che fa una faticaccia a fare due passaggi di fila. Sono dieci gli uomini dietro la linea della palla in fase di non possesso. Una buona prova in fase difensiva, sicuramente meglio di altre volte quando gli avversari hanno trovato terreno fertilissimo. Dopo 27’ si fa male Abate, dentro Antonelli. De Sciglio (diventa capitano) si sposta a destra. Il Cagliari fa capolino in avanti con Barella che scalda le mani a Donnarumma con una conclusione da fuori area. Gli spazi per ripartire ci sarebbero ma la palla sembra che bruci tra i piedi dei sardi. Sbagliano passaggi agevoli. Il Milan non fa molto meglio, anche la formazione di Montella è “fallosa” nelle giocate e pecca di leziosismo .
Elmetto. I rossoblù lo indossano al rientro in campo. Sono più coraggiosi, pressano gli avversari in tutte le zone del campo, raddoppiano continuamente. Si sono scrollati di dosso il timore reverenziale della prima parte della gara. Le maglie del Milan si allargano, gli spazi crescono. Suso e Bonaventura sono gli unici dei rossoneri che possono inventare qualcosa. Montella si gioca la carta Bertolacci, fuori Bonaventura.
Gol annullato. Lo segna Isla a metà ripresa. Il guardalinee ha un’esitazione ma poi alza la bandierina. Le immagini televisive confermano che al momento del cross di Dessena il cileno è più avanti di tutti. Ma è il segnale che la difesa del Milan è vulnerabile, soprattutto se presa in velocità. Rastelli getta nella mischia Borriello (i tifosi milanisti lo coprono di insulti) e toglie Sau. Il Milan torna a guadagnare metri, il Cagliari è in difficoltà e si difende a denti stretti. Dentro Joao Pedro per Farias. Il Milan è super offensivo con Lapadula che rileva Pasalic. Il Cagliari ora ci crede, può uscire dal “Meazza” con qualcosa nella cassaforte.
Beffa. A 2’ dalla fine un rimpallo sfavorevole consente al peggiore in campo, Bacca, di segnare il gol che decide la partita. Un palla vagante che sbatte su piedi di Bruno Alves e finisce dalle parti del colombiano che quasi senza accorgersene si trova davanti a Rafael e lo batte di piatto. È come se ai rossoblù fosse crollato il modo addosso. Se in altre gare avevano fatte delle figuracce, ieri hanno giocato alla pari con gli avversari ma tornano a casa a mani vuote. Nel recupero la seconda beffa: espulso Bruno Alves per fallo da ultimo uomo su Bacca. L’arbitro fischia la fine, Rastelli è furibondo, va incontro a Giacomelli e gliene canta quattro. Resta la sconfitta che fa malissimo per come è maturata.
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