Devecchi, numero 1 anche con zero punti «La forza del gruppo»
Il capitano è il simbolo di una squadra senza egoismi «Venezia la svolta, ora andiamo in Turchia per vincere»
SASSARI. In questa Dinamo ritrovata si può essere il numero uno anche restando a quota zero. Capitan Jack Devecchi è il simbolo della nuova vena biancoblù. Rientrato dopo un mini stop dovuto a un infortunio a una caviglia dopo 6 minuti nel turno precedente a Venezia, a riposo a soffrire con addosso la tuta in panchina nella tiratissima sfida infrasettimanale di Champions vinta in casa con l’Aek Atene, il Ministro della difesa è tornato, è partito ancora una volta in quintetto e ha messo la sua firma indelebile sulla vittoria. Non con i canestri segnati, perché è rimasto a secco di canestri (0/3 da 3 punti) ma con lo spirito di sacrificio da mister utilità, non il solo in una Dinamo nella quale tutti si sbucciano le ginocchia.
«Dovevo schiacciare, come a Venezia – scherza Devecchi a fine gara –. No, se capita la palla tiro ma penso che sia importante dare un contributo anche facendo altro. I venti punti li lascio ad altri che hanno la mano più educata della mia, in questa squadra non mancano. Ma è vero che queste vittorie sono il frutto dell’unità del gruppo, un gruppo nel quale durante il match ciascun giocatore pensa agli altri prima che a se stesso, e ciascuno mette il suo decisivo mattoncino».
Per il numero 8 biancoblù in 23 minuti di utilizzo 3 rimbalzi, una palla recuperata, un assist, una applauditissima stoppata e due falli commessi, uno dei quali ai più è sembrato uno sfondamento subìto.1 di valutazione alla fine ma 11 in positivo di +/-, un numero che spiega che con Jack in campo si vince. La Dinamo ora lo sta facendo con continuità.
E’ stata una vittoria convincente in una serie importantissima – prosegue Devecchi –, che ci ha portati in Coppa Italia. A un certo punto centrare questo traguardo sembrava un miraggio, invece abbiamo costruito la qualificazione con grande personalità e con delle belle vittorie. Quella di Venezia su tutte, perché se in casa il pubblico e il campo ti aiutano, fuori serve una personalità che stiamo trovando. Il successo di Venezia ha segnato una svolta».
In una Dinamo che sta crescendo, e che adesso si trova messa alla prova in trasferta, in Europa, contro il Besiktas. «Siamo una bella squadra – conclude il capitano della Dinamo –, andiamo in Turchia per vincere».
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