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In gara Djo c’è ma anche dopo: prove di tiro in solitudine

In gara Djo c’è ma anche dopo: prove di tiro in solitudine

SASSARI. Tutti negli spogliatoi a fare festa nel dopo gara che sancisce definitivamente il ritorno della Dinamo. Tutti tranne uno: Djo. È ancora in campo, Darius Johnson Odom, con l’espressione cupa...

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SASSARI. Tutti negli spogliatoi a fare festa nel dopo gara che sancisce definitivamente il ritorno della Dinamo. Tutti tranne uno: Djo. È ancora in campo, Darius Johnson Odom, con l’espressione cupa di chi ha qualcosa che gli rode dentro, si vocifera che possa essersi sentito un po’ ignorato in gara. E trascorre un buon quarto d’ora ad allenarsi al tiro. «Ditegli che si tira in partita e che la partita è finita» dice il presidente Stefano Sardara nel corridoio davanti agli spogliatoi, non si sa se solo in maniera scherzosa. Un episodio che fa il paio con quanto accaduto in gara, quando dopo un cambio l’americano invece che sedersi prende la via degli spogliatoi. Lawal se ne accorge e cerca di seguirlo, ma un “sit down!” (stai seduto) di coach Pasquini lo frena. Dopo un minuto Djo torna e prende posto in panchina. In sala stampa Lawal spiegherà poi che si è trattato di un equivoco: «Credevo che Darius fosse arrabbiato e volevo andarea calmarlo, invece poi ho saputo che stava andando solo a prendere altri bendaggi per il ginocchio». Meglio così, d’altronde sarebbe un peccato che il giocatore si demotivasse dopo una serie di gare comunque positive e proprio ora che il nuovo ruolo che gli è stato cucito addosso, senza responsabilità di regia, ne sta decretando il rilancio dopo le voci di taglio. (a.palm.)

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