L’emozione di Sosa: «Grazie Sassari»
Cinquemila in piedi per il grande ex: «Il triplete ci ha reso fratelli per sempre»
SASSARI. «Questa per me era più di una partita. Era semplicemente tornare a casa». Edgar Sosa mette da parte la delusione per la netta sconfitta subita dalla sua Pasta Reggia Caserta per raccontare le emozioni vissute durante il weekend. Una maglia in mano da regalare a un giovane tifoso sassarese, per una vecchia promessa, e tante cose da raccontare. «È stato bello giocare di nuovo in questo palazzetto, incontrare tanti vecchi amici e tante persone che mi hanno sostenuto con grande affetto – dice Sosa, che due stagioni fa è stato tra i grandi protagonisti del triplete conquistato dalla Dinamo –. La partita è stata molto complicata per noi, non siamo al top e alcuni di noi hanno problemi fisici. Peccato, perché venirsi a giocare l’accesso alla Final Eight in uno scontro diretto contro una squadra in striscia positiva ci è costato caro».
Trentotto minuti in campo, 24 punti, 9 assist e 8 falli subiti. Il ritorno a Sassari del play newyorkese con passaporto dominicano non è certamente passato inosservato. E se il suo ingresso in campo al momento della presentazione era stato salutato da un’ovazione dei 5 mila del palazzetto, a fine partita Sosa ha fatto un giro di campo per ringraziare e ricevere un ultimo tributo dai suoi vecchi tifosi. «È stato fantastico, davvero, e non sarei sincero se dicessi che non me l’aspettavo. Ma non perché io sia un eroe, semplicemente perché da quando sono andato via da Sassari non ho mai smesso di ricevere messaggi di tifosi della Dinamo. Anche ora che sono a Caserta, continuano a scrivermi e a sostenermi. Questo rende davvero unico il mio rapporto con questa gente».
«I compagni dello scudetto? Mi sento spessissimo con molti di loro – racconta Sosa – abbiamo un gruppo in cui ci scambiamo impressioni, ricordi, foto. Stiamo progettando di fare una reunion l’estate prossima. Sarebbe molto bello, perché insieme abbiamo fatto grandi cose e quella magica stagione a Sassari non la dimenticheremo mai, ci ha reso fratelli per tutta la vita».
A.Si.
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