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Riscatto Juve, Higuain stende il Bologna

Riscatto Juve, Higuain stende il Bologna

Dopo la sconfitta in Supercoppa i bianconeri ritornano a vincere allo Stadium: doppietta del Pipita e Dybala dal dischetto

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TORINO. La Juve liquida il Bologna e si tiene a distanza dalla Roma. Per evitare di essere presi a calci nel didietro da Allegri, come da corollario della sconfitta in Supercoppa, i giocatori della Juventus hanno pensato bene di risolvere in fretta la pratica Bologna. Dopo sette minuti Higuain aveva già scritto il suo nome prestigioso nel tabellino marcatori e prima dell’intervallo Dybala ha trasformato il rigore della sicurezza, nel mezzo un paio di occasioni grandi e grosse, in maniera che nessuno potesse mettere in discussione, impegno, abnegazione, determinazione, fame, motivazioni. Poi è arrivata la seconda rete del Pipita, giunto a quota 13 e simbolo del rinascimento bianconero: amen. La risposta è servita, insomma: a uso e consumo dell’allenatore bianconero e della concorrenza che si era illusa di potersi infilare nelle fessurine createsi dopo il ko inatteso e doloroso del Qatar. La Juventus è ancora la Juventus, quattro punti avanti alla Roma e con una partita (con il Crotone) da recuperare. Il resto sono chiacchiere e mercato.

Il termometro abbondantemente sotto lo zero ha allontanato dallo Stadium persino i più ostinati. La Juventus, diversamente da Doha, ha cominciato e finito con un piglio decisamente gradevole, tanto che dopo 7 minuti era già passata in vantaggio con un ricamo di Pjanic alla Pirlo e la solita, perentoria legnata di Higuain, apparso particolarmente a suo agio con Dybala a fianco e un rifinitore alle spalle, per l’appunto il bosniaco ex giallorosso. Allegri ha preferito tenere inizialmente in panchina il nuovo acquisto Rincon e ha esibito sulla corsia mancina Asamoah, l’erede di Evra destinato a partire e di fatto il vice-Alex Sandro. Il vantaggio non ha esaurito la spinta dei bianconeri, che hanno sfiorato due volte il raddoppio (con il Pipita e Marchisio), che sono andati davvero sul 2 a 0 pochi istanti prima dell’intervallo grazie a un rigore raccolto da Sturaro (fallaccio di Oikonomou) e trasformato da Dybala. Il Bologna ha fatto quello che poteva e doveva, pur perdendo non ha mai smarrito la dignità e ha tentato di imbastire una reazione non solo d’orgoglio. L’incapacità di attivare Destro è stato il punto debole degli emiliani che si sono affidati alla regia di Viviani e all’intraprendenza di Di Francesco. Magari qualcosa sarebbe potuto succedere nella ripresa se dopo 10 minuti il Pipita non avesse confezionato il tris, imbeccato da Lichtsteiner. Lì la partita, che era già chiusa, ha visto calare una sorta di pietra tombale. Dybala ha avuto sul piede la palla giusta per ingrassare il punteggio ma la conclusione è stata fuori misura.

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