Vacanze finite anche per l’Olbia Mignani: «Il difficile comincia ora»
OLBIA. Giro di boa superato da due partite, anche se con la pausa invernale modello tedesco si può dire che inizi il vero girone di ritorno solo alla ripresa del campionato. La Lega Pro è in modalità...
OLBIA. Giro di boa superato da due partite, anche se con la pausa invernale modello tedesco si può dire che inizi il vero girone di ritorno solo alla ripresa del campionato. La Lega Pro è in modalità pausa e anche l'Olbia riposa, in attesa di riprendere la preparazione da oggi e in previsione della sfida interna di domenica 22 gennaio contro il Pontedera. Michele Mignani ha ricaricato le batterie e può tracciare un primo vero bilancio di una stagione che vede i bianchi occupare l'ottava posizione in classifica insieme al Como, a quota 28 punti. L'ottimismo dice playoff e il realismo chiede una tranquilla quota salvezza. Mignani conferma la fama di allenatore poco facile ai voli pindarici, anche di tipo dialettico. «Si sa che il girone di ritorno in Lega Pro assomiglia a un altro campionato, tra squadre che cambiano fisionomia con il mercato e partite dove i punti valgono doppio – spiega il mister dell'Olbia –. Uno scontro diretto vinto o perso può cambiare la visione delle cose. Noi viviamo alla giornata, cercando di fare più punti possibili».
Manifesto del realismo, che non significa mancanza di ambizioni. Anzi. «La mia opinione è che abbiamo i punti che ci siamo meritati, poi non so quali fossero le reali aspettative. Se fossimo stati più attenti avremmo potuto avere qualche punto in più, quello che dovremo fare è cercare di dare più continuità ai risultati ed evitare di prendere qualche gol evitabile, che nella prima parte del torneo ci hanno fatto perdere punti importanti».
Calciomercato. Il presidente Alessandro Marino ha confermato che potrebbero esserci in uscita calciatori giovani che hanno bisogno di giocare e per i quali finora c'è stato poco spazio (vedi Scanu e Auriemma). Possibile partente anche l'uruguaiano Delgado, che non ha convinto. «Credo che sia giusto che tra i più giovani quelli che hanno giocato meno vadano in squadre dove possono crescere – sottolinea Mignani –. In entrata stiamo attenti sul mercato e vediamo se ci sono soluzioni che ci consentano di avere alternative in qualche ruolo in cui siamo meno coperti». (g.m.)
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