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Gaetano come un vincitore «Ma prima o poi ci riprovo»

di Sergio Casano
Gaetano come un vincitore «Ma prima o poi ci riprovo»

Ieri Mura è rientrato a Cagliari dall’Australia, accolto da una folla di amici e tifosi «Avrei preferito ritornare con la barca, ma non ho niente da rimproverarmi»

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CAGLIARI. «Sarebbe stato meglio rientrare con la barca, ma è andata così». Quasi si scusa Gaetano Mura, che ieri pomeriggio, proveniente da Roma, è sbarcato all'aeroporto di Elmas dopo un lunghissimo viaggio da Perth, con scalo a Doha, in Qatar. Ad accoglierlo una piccola folla composta dai familiari con in pole position la moglie Carla, amici e tanti appassionati che hanno seguito anche attraverso il web la grande avventura del Solo Round Globe Record, la circumnavigazione della terra a vela in solitario senza scalo e assistenza, interrotta a Fremantle, in Australia.

La causa? La serie di avarie subite da Italia, il class40 salpato con a bordo l'ocean racer di Cala Gonone il 15 ottobre scorso da Cagliari per cominciare 12 giorni dopo a Gibilterra il tentativo di record intorno al mondo.

«Mi ha fatto davvero piacere aver ricevuto un'accoglienza così calorosa - dice Gaetano Mura - i "nostri", gli amici, quelli che mi erano stati vicini fin dalla partenza, me li aspettavo ma non tanta gente. Amarezza ? No, sarebbe stato paradossale essere riuscito a far fronte a tante difficoltà e non saper digerire l'interruzione del giro del mondo. Non ho nulla da rimproverami , sono andato fino in fondo, ho fatto quello che potevo fare, poi ci sono i fattori esterni che non sono controllabili. E' stata un'esperienza straordinaria, che senz'altro ritenterò».

Ha perso qualche chilo ma è in forma smagliante, Gaetano Mura che a Roma, prima di imbarcarsi per Cagliari, ha ricevuto la visita di Matteo Miceli, impegnato come lui nel giro del mondo in solitario senza scalo e assistenza. Un sogno svanito nel marzo del 2015 a 600 miglia dal Brasile, dove il romano è stato recuperato da un mercantile dopo che la sua imbarcazione aveva perso la chiglia e si era ribaltata in pieno Oceano Atlantico.

«E' venuto a salutarmi, a darmi la sua solidarietà - prosegue - , solo lui può capire i momenti che si provano in Oceano. Non ci sono stati momenti più difficili in particolare: posso dire solo che gli Oceani del Sud sono molto duri, qualcosa di diverso. Non sono un navigatore di primo pelo, rischio di essere molto presuntuoso ma accetto critiche solo da chi è passato di là, come Matteo. L'Oceano è un'esperienza molto forte, che può comprendere solo chi ci è passato».

La sosta di Fremantle, dove ha dovuto riparare il Class40 Italia, iniziata la vigilia di San Silvestro, per Gaetano Mura è stata anche un'occasione per riappacificarsi con in suo "rivale" che porta il suo stesso cognome e che alla partenza aveva quasi toccato, all'imboccatura del porto cagliaritano, Italia con Vento di Sardegna per salutare a modo suo Gaetano Mura. Il saluto nel porto di Cagliari aveva già fatto pensare a una distensione: «Andrea era in Australia ed è venuto a confortarmi - dice scherzosamente -, prima ce ne siamo detti di tutti i colori poi, dopo esserci chiariti, ci siamo riappacificati. E' stato un bell'incontro, è venuto a Fremantle per sostenermi. Ora non si può più dire Mura contro Mura ma mura a dritta e mura a sinistra. Chissà che in futuro non potremo fare qualcosa insieme».

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