Lapadula&co, artisti non solo coi piedi
L’attaccante si è esibito al piano e anche altri colleghi suonano uno strumento
ROMA. Lezione di piano. Abituati a vederli sudare con la maglia del club, andare su di giri per una rete segnata o una giocata da urlo, fa strano a volte scoprire che tanti calciatori, oltre che essere delle star amate da milioni di tifosi, hanno passioni inattese. «Altri talenti», dice il presidente dell'assocalciatori Damiano Tommasi pensando alla “performance” di Gianluca Lapadula, che domenica ha suonato un brano di Chopin durante la “Domenica Sportiva”, con tanto di standing ovation del pubblico. Quello di Lapadula, autodidatta, è solo uno dei passatempi artistici comune ad altri colleghi calciatori. Se per la gran parte dei giocatori, le professioni alternative si chiamano allenatore, dirigente, osservatore, agente o opinionista tv, non sono pochi quelli che la musica l'hanno avuta sempre nel cuore. Come Daniel Pablo Osvaldo, ex centravanti di Fiorentina, Roma e Juve, che a 30 anni ha lasciato il calcio per la carriera della “sei corde”. Un altro appassionato di musica (ma reggae) è stato Ruud Gullit, fuoriclasse del Milan degli anni 80-90. Così come Alexi Lalas, ex difensore degli Usa e dei La Galaxy, diventato voce e chitarra del gruppo rock Gypsies. Emuli di Lapadula anche i due portieri della Roma: il polacco Szcezsny e il brasiliano Alisson, abile nel sertanejo. Musicisti meno professionali anche Ronaldinho, che ha suonato le percussioni in gruppi di musica brasiliana, o il portiere ceco Petr Cech (batteria). Musicista quasi professionista è l'ex granata Leo Junior, che ha un suo gruppo di “pagode” e che ai tempi in cui giocava incise anche l'inno della Seleçao.
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