«Che accoglienza, sono sbalordito»
L’entusiasmo del nuovo portiere Gabriel: «È una grande occasione»
CAGLIARI. «Il Genoa è squadra tosta dal calcio intenso, avranno tanta voglia, noi ne avremo di più. Ci stiamo preparando bene, vogliamo sfruttare la gara in casa per migliorare la striscia positiva al Sant'Elia. Rastelli? Ci ho parlato, ottima impressione». Gabriel Vasconcelos Ferreira ha Julio Cesar e Dida come modelli, chiuso al Milan dall'enfant-prodige Donnarumma, in rossoblù come trampolino per riprendersi il Brasile: «Giocando poco e difficile trovare la nazionale. A Cagliari voglio contribuire a un grande girone di ritorno, ho entusiasmo e umiltà».
Classe '92, palmares doc (titolo col Cruzeiro, campione sud-americano e mondiale con il Brasile Under 20, argento alle Olimpiadi di Londra, protagonista del balzo in A del Carpi), il portierone (1.93 m. per 90 kg) vola leggero: «Sono sbalordito per l'accoglienza e la serenità dell'ambiente. Il gruppo? Sereno, pulito e coeso. Anche Storari, che ho incrociato durante le visite, mi ha parlato bene di Cagliari e del Cagliari". Il pool carioca cresce («Con noi c'è anche Bruno Alves, ho trovato uno spogliatoio forte») e si apre il ballottaggio con il connazionale Rafael. «Mi preparo sempre al meglio, deve essere pronto chi gioca e chi sta fuori. Con Rafael e Colombo c'è già armonia».
Il numero 28 accelera: «Sono stato in panchina per un anno e mezzo dopo un anno positivo, ma ho imparato tanto. Anche a Napoli ho avuto molto da Reina e Sarri». Pacato e diretto: «Nella vita si fanno scelte, si acquista saggezza anche dagli errori. Carpi? Una bella realtà, mi ha dato l'opportunità di farmi vedere. Ma Cagliari è di un altro livello: penso a lavorare e a tenere i piedi per terra. A giugno si vedrà cosa succede».
In verdeoro assieme a Neymar («ragazzo eccezionale, si diverte giocando»), Atleta di Cristo («La fede mi aiuta a crescere e gestire gioie e dolori»), inquadra il Cagliari peggior difesa d'Europa: «A San Siro mi hanno fatto impressione, hanno giocato bene, e Montella ci aveva avvertito, senza concedere tante occasioni al Milan. I numeri dicono che la difesa deve migliorare, lavoreremo duro per difendere meglio».
Come da sempre i novizi cantano in ritiro: «Scelgo Celentano o Morandi. Mi faccio aiutare da mia moglie Ana che fa la musicista».
Mario Frongia
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