La Dinamo cerca ancora la sua Europa
Dietro il tonfo di Istanbul non c’è solo la stanchezza per la trasferta ma altri problemi e nodi da sciogliere per decollare
SASSARI. Alti e bassi per la Dinamo. Grandi alti (+32 con Torino) e grandissimi bassi: -30 in casa del Besiktas. L’Europa, anche se è «solo» quella della Champions League, non è la serie A e la differenza si sente. Si sente soprattutto nel girone di ferro “E”, le cui quinta e quarta sarebbero forse al vertice in qualsiasi altro raggruppamento. Ma tant’è, e per guadagnare la qualificazione ci sarà ancora da soffrire, a partire da martedì prossimo in Germania.
Per non reiterare l’errore, stavolta la Dinamo se la prende giusta e comoda e parte per tempo: domenica. In Turchia no, lì c’era arrivata all’ultimo, a notte fonda, dopo un giorno di trasferimento che ha pesato enormemente sulla prestazione. Niente allenamenti pre gara, e tanto poco sonno. Così dopo 10’ di gara non uno o due, ma tutti i giocatori in biancoverde erano palesemente cotti, e la partita già finita. Contro quel Besiktas col quale all’andata la Dinamo aveva dimostrato di poter vincere, ma contro la quale al ritorno si è sciolta.
Alti e bassi, e lo step che coach Pasquini dopo le belle prove in Coppa e in campionato chieda ai suoi c’è stato sì ma verso il basso, dove trova spazio una domanda che i tifosi si pongono con sempre maggiore insistenza. Mentre si cerca di recuperare Johnson Odom puntando su di lui come guardia, sono definitivamente spariti dal referto Josh Carter e Gabe Olaseni, utilissimi in allenamento ma a quanto pare non sul campo, e neanche sul mercato. L’abbondanza che viene dipinta come ricchezza non trova dunque traduzione sul parquet, e a cascare nella trappola di Istanbul sono stati o soliti dodici.
Un altro dubbio, poi, deve fugare la Dinamo. Può realmente reggere il doppio ritmo coppa-campionato? I successi più belli in serie A sono arrivati con l’Europa ferma, poi non appena ripartito il campionato, ecco l’eurotonfo. Servirà una grande prestazione, a Ludwigsburg, per chiarire quali siano anche sotto questo profilo le reali potenzialità della Dinamo.
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