Basket Champions League, in Germania una Dinamo Sassari a tutta birra
Il coach Pasquini presenta il match di martedì a Ludwigsburg con il Riesen: «Fondamentale il ritmo»
SASSARI. «Se saremo bravi a capire che il ritmo è la chiave di tutto potremo fare una buona partita su un campo difficile nel quale molti hanno faticato»: Federico Pasquini sa bene l’importanza che riveste la gara di martedì prossimo contro la vicecapolista Riesen in programma alla Mhp Arena di Ludwigsburg, in Germania (palla a due alle 20). La Dinamo si gioca parecchie delle chance di qualificazione alla fase successiva della Champions League e deve sfruttare il buon momento (gara di Istanbul a parte, ma questa è un’altra storia) per assicurarsi la permanenza nella vetrina Fiba più importante.
«Giochiamo contro una squadra – dice il tecnico – che in coppa sta avendo un rendimento di grande livello, lasciando qualcosa in un campionato come quello tedesco, nel quale se vuoi essere competitivo in Europa paghi qualcosa. La scorsa settimana hanno fatto una partita importante contro l'Aek ad Atene. È una squadra che difende a tutto campo, che mette le mani addosso, molto aggressiva, dove per scelta i giocatori vengono ruotati ogni 2-3 minuti perché giocano una pallacanestro dispendiosa sin dalla palla a due. Dovremo essere bravi a capire che quel tipo di pallacanestro e di energia che mettono è abituale e giocano sempre a ritmo accelerato».
In Germania la Dinamo è attesa da una partita da dentro? «In realtà è difficile dirlo – risponde Pasquini – perché gli incastri sono tanti ed è difficile dire che cosa succederà nelle ultime due giornate. È un sistema che coinvolge tutti i gironi e tutti i gruppi, potrebbe bastare un 1/2 o necessario un 2/2; non dobbiamo pensare a niente. Abbiamo un solo risultato nella testa e dovremo fare di tutto per vincere lasciando da parte i calcoli». E spiega che la grande incertezza deriva dal fatto che «ci sono squadre che hanno bisogno di una vetrina europea dato che il loro campionato ha poca visibilità, poco seguito. Ecco così che in settimana quando c’è la Champions giocano gare da vita o morte. L’esempio è l’importante vittoria dello Szolnoki con lo Zielona Gora. Da questo discorso stanno fuori squadre come il Besiktas che hanno la forza per dare il massimo su entrambi i fronti».
Il rischio è portarsi dietro qualche scoria della netta sconfitta in casa del Besiktas: «Quella di mercoledì scorso è stata è una situazione particolare, inevitabilmente le problematiche con il viaggio hanno influito visto che siamo arrivati dopo lunghe attese, in piena notte, e loro non sono stati propriamente gentili e ospitali riguardo alle nostre richieste. Ma sono cose che fanno parte della vita sportiva. C'era anche un discorso emotivo e nervoso perché arrivavamo da un 6 su 8 necessario per centrare le Final Eight e tenere viva la Champions League, con un grande dispendio di energie psicofisiche, senza contare il valore del Besiktas, che onestamente gioca un altro sport».
Ma in Germania è sicuro che sarà diverso: « Arriveremo un po’ più riposati, questa volta nella condizione giusta per utilizzare al meglio le nostre energie. Loro sono una squadra rognosa, molto fastidiosa, utilizzando spesso assetti bassi, che ti obbligano a correre dietro ai loro 4; ti attaccano sin dal palleggio, hanno sempre tre 1.85-1.90 che ti mettono le mani addosso». All'andata vinse Riesen con un buzzer beater: «Giocammo una gran partita senza riuscire a chiuderla. Se ci condizionerà quel finale? Nel mentre sono successe tante cose, sia noi che loro abbiamo avuto up e down. Abbiamo inserito nuovi giocatori e anche loro si sono rinforzati mettendo dentro una pedina importante come Crawford. Il calendario di entrambe è così accelerato che non credo che quella gara possa influenzare il ritorno. Sono curioso di vedere quanto saremo in grado di dare continuità al nostro lavoro».
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