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Olbia, i tre neoacquisti: «Pronti per i playoff»

Olbia, i tre neoacquisti: «Pronti per i playoff»

Parlano il portiere Ricci, il centrocampista Benedicic e la punta Ogunseye «La squadra può migliorare ancora. Mignani? Un grande, è molto umile»

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OLBIA. Un portiere, un centrocampista, un attaccante. Per ora, il calciomercato di riparazione ha portato questi tre giocatori a Olbia: sono, nell’ordine, Matteo Ricci (23 anni), Zan Benedicic (22 anni) e Roberto Ogunseye (22 anni).

Ricci, di Lucca, è un portiere scuola Empoli: ha 60 presenze in serie C con Pontedera e Pistoiese, e 8 in serie B con il Livorno; arriva dall’Olhanense, squadra di seconda divisione del campionato portoghese. Benedicic, sloveno, è centrocampista (regista e mezzala)che è cresciuto nel vivaio del Milan (ha militato nella Primavera dal 2012 al 2014): ha giocato nella serie B inglese con il Leeds di Massimo Cellino e nella serie B italiana con Como e Ascoli; l’Olbia l’ha preso dal Leyton Orient, squadra di Londra della quarta serie inglese (la League Two). Ogunseye è un attaccante di proprietà dell’Inter, italiano, di Mantova, ma di origini italiane: arriva dal Prato, squadra del girone dell’Olbia. Ieri mattina, al Nespoli, c’è stata la loro presentazione ufficiale. «Á livello personale, mi aspetto di fare gol - ha detto Ogunseye -. In generale, sono sicuro che lOlbia può lottare per posizioni di vertice». «Sono qui per aiutare l’Olbia a centrare i suoi obbietivi - ha spiegato Ricci -.; la squadra non è solo da salvezza, può avere obbiettivi maggiori». «Cercheremo di andare il più in alto possibile - ha aggiunto Benedicic -. Del resto la squadra ha già fatto 28 punti, il quinto posto è a pochi punti. Personalmente, dopo un periodo nero, spero di poter giocare con maggiore continuità».

A sentirli tutt’e tre, sembra che l’Olbia voglia puntare con decisione ai playoff. I neoacquisti frenano un po’, senza però nascondersi. «Non vogliamo accontentarci della salvezza - dice Ogunseye -. Possiamo fare i playoff, dobbiamo crederci perché l’Olbia è un’ottima squadra, che produce una grande mole di gioco, che è giovane e con grandi margini di crescita».

Ogunseye è chiamato a fare gol, a fare la differenza. Ricci, con umiltà, spiega di essere uno dei tanti (5, al momento) portieri e che il posto deve guadagnarselo: «Non è che arrivo qui e dico, “ehi, siccome sono il più forte, gioco io”. Vedremo come andranno le cose, io garantisco il mio impegno massimo, poi si vedrà». Benedicic si presenta così: «Posso fare il trequartista? No, sono un regista, una mezzala; amo giocare il pallone, n on sono uno da inserimenti».

Infine, tutt’e tre, a domanda su Mignani, dicono: «Una persona umile, umana. Ci dà l’idea che gli puoi andare a raccontare anche un tuo problema personale: ti ascolterà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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